sabato 31 dicembre 2011

Buona Crisi!


Il mio maiale antistress si è suicidato proprio oggi, 31 dicembre 2011, in un lago di liquido schizzato via dal suo interno. Il 2011 ha messo a dura prova anche lui, e la speranza è che questo sia un segno del fatto che non servirà più, perché altrimenti, se al contrario si trattasse di un avvertimento per l’anno che ha da venire, le premesse sarebbero veramente pessime.

Non mi è mai risultato facile stilare un bilancio dell’anno concluso, probabilmente a causa della mia pessima memoria che se da un lato allontana gli aspetti ed eventi negativi, dall’altro fa lo stesso con quelli positivi, lasciandomi in un limbo che mi obbliga a pensare al presente, rievocando il passato solo quando qualche input mi riporta alla mente le immagini di ciò che è stato.

Non mi risulta difficile però ammettere che quest’anno non è stato facile, anzi. E’ stato un anno duro. Forse per la prima volta è venuta a mancare una persona a me molto vicina, e per la prima volta ho cominciato ad accorgermi che il tempo passa per tutti, che le persone invecchiano, anche se alle volte questo sembra accadere tutto in un giorno. Già questo, sotto un certo punto di vista, mi dovrebbe spingere a dipingere il 2012 come un anno più duro di quello che si conclude oggi, perché molte situazioni, per quanto si possa essere ottimisti, sono irreversibili e possono soltanto peggiorare, portando ad una fine.

A livello economico posso ritenermi fortunato dal momento che non ho ancora sentito la crisi, una crisi che però lavorativamente parlando, a livello di stimoli alberga nella mia mente già da anni, e con molte altre cose meriterebbe di essere sistemata a breve termine e non prorogata come al solito. Quindi, sempre un 2012 che bussa alla porta.

Per quanto riguarda altri aspetti della mia vita, il cambiamento è già iniziato nel 2011, ed il 2012 altro non sarà che un’occasione di stabilizzare la situazione, facendola più “mia” ed abituandomi alle nuove strade che si sono aperte, cercando di affrontarle nel migliore dei modi.

I cambiamenti per fortuna non sono però solo negativi, e altri sono in previsione per quest’anno, ed in continua evoluzione, giorno dopo giorno. Spero di essere in grado di affrontarli, spero di riuscire a farmi trovare pronto nei momenti – belli e brutti – in cui dovrò dimostrare di esserlo e spero di essere anche in grado di creare di mia volontà dei momenti di cambiamento.

Il giorno del giudizio del 2012, personalmente parlando, non sarà quindi tanto a livello catastrofico (almeno spero!), quanto una chiamata, una serie di occasioni e di prove che mi si presenteranno davanti (o che dovrò fare in modo che mi si presentino davanti) e alle quali dovrò fare dimostrare di saper rispondere prontamente.

Massimo Gramellini, in una risposta ad un lettore della sua rubrica su “La Stampa”, si chiede “Chissà perché reagiamo a ogni cambiamento come se fosse sempre un peggioramento. Siamo rivoluzionari solo a parole, nei fatti terrorizzati da tutto ciò che scuote le nostre abitudini, tranne poi lamentarci che la vita scorre noiosa”

Ecco, io non faccio e non voglio far parte di quella categoria di persone perennemente scontente e alla ricerca di qualcosa che pare sempre essere lontano da loro, una “fonte della felicità” che sembra irraggiungibile, ma non sono neanche disposto ad accettare tutti gli accadimenti della mia vita in modo inerte, senza opporre resistenza o tentare di volgerli a mio favore: il 2012 sarà una prova, sarà un rischio, sarà una crisi. Ed è nelle situazioni di crisi che vengono le idee migliori.

Quindi… Buona Crisi a tutti!

mercoledì 28 dicembre 2011

Dieci cose che non potrai assolutamente non fare nel 2012

 ...(se non le hai già fatte nel 2011)



 1. Comprare una macchina fotografica da almeno 800€ (e scattarci miliardi di foto)



2. Andare ad un concerto dei Coldplay (anche se conosci solo "Paradise")

3. Andare ad un concerto di Jovanotti









4. Aprire un account su Twitter (e non usarlo)


5. Comprare un qualsiasi prodotto Apple (meglio se un iPhone)

6. Seguire più serie televisive americane possibili (magari scaricandole in anteprima)










 
7. Partecipare ad una festa di fine del mondo il 20 dicembre

8. Aggiornare il tuo status di Facebook dal cellulare dicendo dove sei (quando magari sei a casa)

















9. Girare perennemente con delle cuffie nelle orecchie









 
10. Esprimere solidarietà o sdegno su Facebook nei confronti di stragi o morti di personaggi più o meno famosi


















...e tu, cosa pensi che non si potrà assolutamente evitare di fare nel 2012?

mercoledì 14 dicembre 2011

Natale e quale

 
E così è passato anche questo Natale.
Eh si, cosa pensavate, che potessi differenziarmi ed evitare di fare il solito post natalizio?
Assolutamente no, però, se non altro, l'ho fatto... post-natalizio.

Questo Natale sono arrivato a livelli di stress mai raggiunti prima: per una settimana, tornare a casa alle 18 dal lavoro e catapultarsi direttamente fuori alla ricerca di regali è un qualcosa di un'assurdità inarrivabile.

Ho visto i vari aspetti del natale (quello con la "n" minuscola):
  • i mercatini di natale di Merano e Bolzano (i posti con il rapporto più elevato di cagate per metro quadro, forse secondi soltanto all'area circostante un campo scout),
  • l'assalto ai negozi alla ricerca di regali dovuti,
  • le abbuffate (ho raggiunto il record di 4 cene e 2 pranzi natalizi nella settimana di natale),
  • le frasi e gli auguri di circostanza, ecc.

Purtroppo il livello di perversione che ha raggiunto questa festività è riuscito pian piano pure a sminuire, quasi fino a farli diventare nauseanti, anche i momenti in famiglia, che dovrebbero essere invece il vero luogo del Natale.
Ci si ritrova tra parenti, agli estremi di tavolate chilometriche, a scambiarsi sguardi stanchi, compassionevoli, frustrati - quando poi ce li si riesce a scambiare, considerando la frenesia di quei momenti, tra portate da servire, tavole da sparecchiare, cibi da sfornare. Così, anche i momenti trascorsi con le persone alle quali si vuole bene sono diventati... pesanti.

Quest'anno volevo cercare di riavvicinarmi al Natale (stavolta con la N maiuscola), di sentirlo di più nel suo vero significato cristiano, piuttosto che per tutto ciò che si trascina dietro.

Per farlo, ho deciso di partecipare alla Novena con mia madre, e in questo credo di aver trovato il primo barlume di vero Natale: il Natale della fatica di svegliarsi alle 5.45 di mattina nonostante la sera precedente non fossi andato a letto presto ma avessi continuato con i miei impegni (partite di campionato, uscite con gli amici, ecc); il Natale del piacere di trovarsi nel caldo delle mura della chiesa dopo il tragitto fatto da casa in bicicletta (e se dico "il caldo della chiesa", vuol dire che fuori c'era veramente freddo); il Natale della riscoperta del trascorrere alcuni momenti con mia madre; il Natale del ritagliarsi un momento per fermarsi e riflettere, invece che doverlo togliere alle persone cui teniamo per cercare regali inutili per le persone cui teniamo.

Mi è piaciuto, ecco.

Premetto, la Novena (almeno quella nella versione della parrocchia di San Biagio, di altre non ho esperienza) in alcuni momenti raggiunge livelli di pacchianità incredibili, con le sue parole italianizzate dal latino come "umanato", "sacramentato" ed i canti - quelli veramente in latino - cantati dalla gente a memoria in un latino freestyle, frutto di reminescenze di gioventù.

Però, nonostante questo, mi ha dato la possibilità, a mio parere, di riavvicinarmi al Natale. Ne sentivo il bisogno, e l'ho fatto. Beato chi riesce a non porsi questi problemi o a trovare il suo Natale tra le corsie di un supermercato o gli scaffali di un negozio, di questi è il regno dei... Celti.

Elenco delle cose "fastidiodiose" (1-50)


  1. Il ciuffo di capelli piegato male a causa del cuscino post risveglio
  2. Le pellicine attorno alle unghie
  3. I capelli ovunque dopo averli tagliati dal barbiere
  4. Il polsino della maglia che si bagna quando prendi la pioggia in bici, nonostante l'ombrello
  5. Il pantalone che si bagna ad altezza coscia quando prendi la pioggia in bici, nonostante l'ombrello
  6. Quando ti siedi sulla sella della bici ed è umida... perchè è appena piovuto
  7. In generale, la pioggia quando sei in bicicletta
  8. Mettersi un accappatoio umido - o peggio, bagnato - dopo la doccia
  9. Accorgersi troppo tardi che il rotolo di carta igienica è finita
  10. I denti subito dopo la pulizia dentale
  11. I phon nei quali devi sempre tenere premuto il pulsante
  12. I phon a muro nei bagni degli autogrill che non ti asciugano le mani
  13. Gli inservienti che raccolgono i soldi fuori dai bagni degli autogrill
  14. Le docce degli spogliatoi con il pulsante che le tiene accese per troppo poco tempo
  15. Le posate sfregate sul piatto
  16. Il gesso che stride contro la lavagna
  17. La gente con il megafono (solo quando questo non sono io)
  18. Il suono della chat di Facebook
  19. Chi usa Facebook senza aver spuntato tutte le notifiche
  20. Le notifiche in bacheca delle applicazioni degli amici di Facebook
  21. Le richieste di applicazioni di Facebook
  22. Le toolbar di Google, Ask o similari nei browser
  23. I captcha
  24. I desktop pieni di icone, soprattutto se disposte in modo disordinato
  25. Le catene via email con barzellette, proteste contro gli stipendi dei politici, presentazioni Power Point, "prenditi un momento per", metodi per abbassare il prezzo della benzina, bambine malate da aiutare, virus informatici imbattibili, profezie catastrofiche, regali di Bill Gates se inoltri l'email
  26. Le email di attivazione che arrivano dopo l'iscrizione ad un sito
  27. I concorrenti che fanno figure di merda in televisione
  28. I personaggi dei film che fanno figure di merda... nei film
  29. Capezzone
  30. Le auto che non ti sorpassano quando sei in bicicletta, anche se potrebbero farlo
  31. Le auto che ti stanno attaccato al culo
  32. Le auto con i nuovi fanali bianchi che vengono in direzione opposta alla tua
  33. L'auto davanti a te che va piano quando vorresti andare più veloce
  34. L'auto dietro di te che vorrebbe andare veloce quando vai piano
  35. Chi guida con anabbaglianti, abbaglianti, fendinebbia anteriori e posteriori accesi anche in pieno giorno
  36. Mettersi la maglietta dopo un bagno al mare dopo che il sale ti si è seccato addosso
  37. L'umido della pezza sotto l'ascella nelle maglie attillate
  38. Stare seduto con portafoglio nella tasca dietro dei pantaloni quando dentro hai 13,73 € in moneta
  39. Le camicie troppo corte che escono dai pantaloni
  40. La lana ruvida a contatto diretto con la pelle
  41. I brani che Fabio Volo legge alla radio con sottofondo musicale poetico
  42. Le solite tre canzoni alla radio
  43. Il canto-lamentazione di Ligabue
  44. I singoli di Jovanotti dal 2000 in poi
  45. La panna che si forma nel latte caldo a colazione
  46. Le briciole sul cuscino
  47. Il fondo slavato della Coca Cola
  48. I pezzi di carne che rimangono incastrati tra i denti
  49. L'odore del cavolfiore cotto
  50. La consistenza dei funghi
..continua...

martedì 15 novembre 2011

Odio telefonare


Io odio telefonare. Ecco, l'ho detto.
Probabilmente chi mi conosce già lo sa, anche perchè questa mia avversione - anche se credo di saperla mascherare abbastanza bene - non è proprio recente.

Odio telefonare, specialmente se si tratta di telefonate importanti o "difficili", e odio ricevere telefonate, specialmente quelle da numeri sconosciuti. A quelle, molte volte neanche rispondo (soprattutto se posso avere una minima idea di chi mi stia chiamando e non ho voglia di sentirlo).

Non so la ragione della mia avversione a questo mezzo di comunicazione: probabilmente perchè non sono un cuor di leone, e quindi già nel caso dovessi prendere decisioni o fare scelte, indipendentemente dal mezzo di comunicazione, sarei comunque in difficoltà; altrettanto probabilmente perchè non sono un gran parlatore, ed il telefono sulle parole si basa, ed ogni telefonata è per me come se "giocassi fuori casa", su campo avverso; sicuramente perchè il telefono presenta una serie di problematiche (alcune delle quali riportate splendidamente in questo post), che di certo non facilitano la comunicazione tra i soggetti della chiamata.

Fatto sta che per me il telefono, e parlo del telefono cellulare, perchè ormai sul fisso non mi chiama più nessuno - all'infuori di orde di operatori di call center che però si sorbiscono i miei genitori (questo fa parte delle prerogative dei pensionati, tipo un TFR) - non è sicuramente il migliore amico.

Talvolta, nel mio rapporto di odio con il telefono, raggiungo livelli improbabili, quasi imbarazzanti, tipo chiudermi in camera quando telefono o rispondo (e questo è il minimo) o rimandare una telefonata da fare il più avanti possibile; oppure, quando sono io a ricevere una telefonata indesiderata, non è raro che non risponda, facendo poi finta che non mi sia arrivata. E' più forte di me. Ecco, non sono mai arrivato al punto di interrompere una telefonata fingendo delle interferenze, questo no. Ma solo perchè il mio problema sta alla base, proprio nella risposta, che non avviene.

Di per contro ci sono invece persone che, ancora prima di aver un problema (vedi colleghi vari), hanno già alzato la cornetta: l'estremizzazione dell'incapacità di auto-risoluzione dei problemi. Ci sono persone che trascorrerebbero intere giornate al telefono, quando magari basterebbe aspettare due minuti, il tempo di raggiungersi fisicamente, e ci si potrebbe vedere dal vivo; quando magari basterebbe aspettare due o tre ore per potersi raccontare dal vivo tutta la giornata, se è già previsto che ci si veda più tardi. Eh no, bisogna telefonarsi il prima possibile.

Mio padre, una volta preso il suo primo cellulare, pretendeva di avere i numeri degli altri senza dare in giro il suo. "Il cellulare è un mio servizio", diceva, o qualcosa del genere. 

Chiaramente la cosa non è durata più di tanto, dato che solitamente il numero di chi chiama appare sul display di chi riceve la chiamata. Il ragionamento, però, non era assolutamente sbagliato, per quanto inizialmente io lo prendessi in giro. 

Il poter sempre contattare, avendo chiunque sempre in tasca il cellulare, contribuisce a dare quella convinzione di poter avere sempre sotto controllo qualcuno, di essere lì con lui, di essere tranquilli perchè lo si può rintracciare in ogni momento (vedi per esempio il rapporto genitori-figli).Convinzione che in realtà non può essere altro che illusione, dal momento che il cellulare permette sì di tentare di mettersi in contatto con qualcuno, ma non darà mai la certezza che questo risponda e soprattutto non darà mai la certezza di sapere dove chi riceve la chiamata si trovi realmente, e cosa stia facendo. E di conseguenza, aumentano le preoccupazioni: per alcuni minuti di ritardo, se chi è in ritardo non risponde al telefono, chi telefona si preoccupa già, e in alcune situazioni nelle quali anni fa non ci si sarebbe sentiti per giorni senza troppi problemi, oggi, avendo il cellulare, questo non è neanche pensabile.
Il poter essere sempre contattati ci rende perennemente legati, schiavi di una rintracciabilità che limita la nostra libertà e stringe i cordoni, impedendoci di allontanarci, di estraniarci, di credere per un attimo di essere effettivamente soli con noi stessi.

Insomma, odio telefonare, e in alcuni atteggiamenti sono un pirla. Ma non credo di avere proprio tutti i torti.

venerdì 28 ottobre 2011

Pensieri e pensioni


E anche questa volta, puntuale come un orologio svizzero, l'argomento "pensioni" ritorna in voga.

E' ciclico, come la maggior parte dei temi politici: per un periodo di tempo ogni dichiarazione, ogni foglio di carta stampata, ogni mezzo di comunicazione, chiunque non può fare a meno di parlarne. Poi, tutto d'un tratto, svanisce. E prende piede un altro argomento.

Questa volta l'argomento pensioni è ritornato in voga per i rotti all'interno della maggioranza tra Lega e PDL, con Silvio che voleva alzare l'età della pensione di vecchiaia a 67 anni e la Lega che poneva il veto ("la gente ci ammazza", dichiarava Bossi).  Poi, per convincere l'Europa che l'Italia stava lavorando al proprio rilancio, i 67 anni sono stati sbandierati a Bruxelles.

Ora, per me la pensione è un miraggio. Oggi in ufficio ho scritto su un post-it il numero "2044", giusto così, come promemoria, e non so neanche se sia corretto. Però in questo modo mi sembra più concreto, anche se la carta di quel post it sarà sicuramente maggiore di quella del mucchietto di banconote della mia pensione... ed era uno di questi post it piccoli, grandi un terzo della misura standard.

Dicevo, per me la pensione è un miraggio, mi piacerebbe prenderla, giusto per capire cosa si prova, invece mi sa che sarà più facile prenderlo. Proprio quello. Proprio .

Ci sono però alcune cose nella gestione delle pensioni che a mio parere non girano: capisco che garantire una pensione a tutti coloro che ne hanno diritto sia difficile (lo capisco? boh), ma ci sono comunque alcune cose che credo non abbiano senso di esistere... ed invece esistono. E sono queste. 

Gli highlander
Sono i pensionati che, una volta raggiunto l'agognato traguardo della pensione, per una ragione o per l'altra, non riescono a godersela. A primo acchito mi sovvengono due categorie. La prima è quella degli "indispensabili", cioè quelli che su richiesta dell'azienda (ma anche per loro volontà, dato che a lavorare non ti obbliga nessuno, soprattutto se percepisci già la pensione) continuano il loro rapporto di lavoro anche dopo la pensione, come consulenti esterni o figure similari. Sembra quasi che non ci siano al mondo altri in grado di ricoprire il loro ruolo, forse anche per poca lungimiranza - evviva l'Italia, Paese che crede nei giovani - dato che se si fosse formato qualche giovane a tempo debito, il problema non si sarebbe posto avendo subito un ricambio pronto al posto del novello pensionato. La seconda categoria è quella dei "pensionati depressi" che, dal giorno dopo la festa di pensionamento, se ne stanno in casa con facce da cani bastonati non sapendo come impiegare il proprio tempo (sembra quasi che per loro la pensione sia una costrizione!)... e il più delle volte finiscono per trovarsi un altro lavoro... al posto di chi non l'ha. 

Le pensioni d'oro
Non versiamo tutti gli stessi contributi, questo è assodato, ma c'è chi ha pensioni troppo alte rispetto ai contributi che ha versato durante la propria carriera lavorativa e - aggiungo io - rispetto al lavoro che effettivamente ha fatto nella vita. Un esempio? Vabbè dai, così è troppo facile...

Le pensioni a chi non servono
Il milionario che ha talmente tanti soldi da non sapere dove metterli, cosa se ne fa di una pensione di qualche migliaio di euro al mese? Perchè non creare le "pensioni di solidarietà": sopra un certo reddito, la tua pensione - o parte di questa - viene "spontaneamente" devoluta a chi fatica ad arrivare a fine mese con la propria, oppure a chi la propria non la vedrà mai. In ogni caso verrà messa in un "tesoretto" dal quale attingere per aumentare le pensioni medie.

Pensioni e vitalizi accumulati
Se nella tua vita hai fatto due lavori, avrai due pensioni. Se i due lavori erano operaio e fruttivendolo, allora sono d'accordo, e magari per quanto sei stato bravo te ne darò pure parte della mia (che tanto non c'è...). Il problema sorge se i due lavori erano consigliere regionale e senatore, per esempio: in questo caso, con pochi anni di contributi ti garantisci due pensioni o due vitalizi che, fidatevi, non sono di 800 euro al mese.

I pensionati baby
L'ultima notizia, diffusa da Fini (non senza polemiche conseguenti), è che la moglie di Bossi è andata in pensione a 39 anni. Ora, per quanto non simpatizzi per Bossi, non credo comunque che sua moglie sia l'unico caso di "baby pensionato": sono tanti, troppi, i lavoratori che grazie a particolari allineamenti a-strali fanno gli a-stronzi e riescono ad andare in pensione in tenerà età, con pochissimi anni di anzianità e di vecchiaia.

Ecco. So che è sicuramente una trattazione dell'argomento semplicistica e probabilmente piena di errori, il tipico discorso da bar. Credo però che per quanto non sia in grado di entrare a fondo nel merito della questione, i problemi che ho sollevato non siano poi così astrusi, e probabilmente un pò di buon senso renderebbe più equa la questione e - chissà - magari farebbe anche tornare qualche conto in più.

Adotta anche tu una parola che cadrà in disuso, io ho adottato "pensioni".

giovedì 20 ottobre 2011

Censimento 2011


Quest'anno c'è il censimento.

Mi piace come evento, mi sa un pò da cosa antica, quel contarsi per sapere quanti si è.
Un pò come una curiosità collettiva, qualcosa che nonostante la tecnologia di questi tempi è impossibile, se ognuno non si mette d'impegno a casa sua a compilare un questionario.

Ecco, proprio sul questionario volevo fermarmi questa volta, dato che anche in questo caso credo si sia optato per gestire la questione con una di quelle soluzioni all'italiana che, pur non ritenendomi un genio e premettendo sempre che se c'è un errore ho sbagliato io nel mio ragionamento, insomma, credo la cosa potesse essere risolta diversamente... e meglio.

Per chi non lo sapesse, il questionario del censimento è stato inviato in forma cartacea, con un plico (anche se forse sarebbe meglio dire "un malloppo") di fogli che - per esperienza personale - ho scoperto essere anche di diverso spessore da famiglia a famiglia, senza alcun apparente motivo: ad alcune famiglie pare sia arrivato un plico più grosso, di colore rosso; ad altre ne è arrivato uno più sottile, verde. Inizialmente credevo che quello più sottile, più semplice dal momento che conteneva meno domande, fosse stato inviato agli anziani: qualche senso questo ragionamento avrebbe anche potuto averlo. In realtà ho scoperto che i due questionari, quello rosso e quello verde, sono stati inviati casualmente ad alcune famiglie piuttosto che ad altre.

Ma ripeto, sbaglierò sicuramente io.

In ogni caso, il punto non è questo. Il punto è che tale questionario è stato inviato in forma cartacea a tutte le famiglie, salvo poi comunicare, in un foglio allegato al questionario stesso, che c'era la possibilità di compilarlo anche via internet, e che anzi, questa soluzione era caldeggiata (si sa infatti che se i dati sono già in formato elettronico, elaborarli è molto più semplice piuttosto che doverli trascrivere - aumentando le possibilità di errore - e poi elaborare in un secondo momento).

Ora, così facendo, a mio parere, il risparmio di carta garantito dalla possibilità di compilare il questionario elettronicamente, è stato completamente eliminato dal fatto che il questionario, quel malloppo di carta, è stato comunque inviato a tutti!

Capisco l'importanza che il censimento venga compilato da tutti (tra parentesi, chi non lo compila è passibile di multa!), e capisco anche che al giorno d'oggi, specialmente in Italia, la carta porta con sè ancora quell'alone di ufficialità che il formato elettronico fatica ad acquisire, ma credo che in ogni caso la cosa potesse essere risolta diversamente... e meglio.

Per esempio?
Facciamo un esempio, visto che da tempo sono stato abituato alla filosofia del "no,... " (cioè di andare contro a qualche proposta o affermazione solo se si hanno valide alternative).

Per esempio, semplicemente, sarebbe bastato inviare una lettera ad ogni italiano per avvisare dell'inizio del censimento e per comunicare user name e password per accedere al censimento elettronico (così si manteneva comunque l'ufficialità della carta) e chiedendo agli utenti che l'avrebbero compilato in formato elettronico di farlo il prima possibile, magari entro una certa data. Da quella data in poi, tramite un non complicatissimo (per chi si intende di programmazione) filtro, il questionario cartaceo sarebbe stato inviato a tutti coloro che non l'avevano ancora compilato in formato elettronico. Nella lettera si poteva poi anche scrivere che chi avesse voluto avrebbe potuto ritirare il suo questionario direttamente nel proprio Comune: queste persone, essendo inserite tra coloro che l'avevano già compilato, non avrebbero comunque ricevuto il questionario in cartaceo in un secondo momento.

Probabilmente sarebbero stati comunque tanti gli italiani che, pur potendolo compilare via internet, si sarebbero dimenticati (o avrebbero posticipato troppo la compilazione, superando la data dell'invio cartaceo) e avrebbero ricevuto comunque il plico in cartaceo; il numero di questi non avrebbe mai raggiunto comunque la cifra di tutti gli italiani che invece l'hanno ricevuto nel modo effettivamente adottato.

Ma ripeto, sbaglierò sicuramente io.

venerdì 14 ottobre 2011

Lo specialist



E' sempre bello vedere la perversione con la quale alcune persone cercano di inserire termini inglesi o presunti tali nei discorsi di tutti i giorni. E'... perverso, è esagerato, è... fuori luogo, proprio. Fuori luogo: nel tentativo di rendere più ricercato il proprio parlato, si creano dei miscugli linguistici degni del miglior Totò ("noio vulevam... vulevòn savuà"), degli obbrobri e degli effetti da pugno nell'occhio. Un qualcosa, una parola che in quella frase non ci sta a dire niente, che non ti aspetti e ZAC! Da un momento all'altro ti viene infilata lì, in mezzo, come un fulmine a ciel sereno.

In ufficio, ad esempio, è quasi all'ordine del giorno il "scendo a predere i coffee!" o_O

Scendi a prendere "i coffee"? Scendi a prendere che?! Ma scendi ben a prendere un caffè, che i coffee americani son lunghi e slavati da far schifo!

Il venerdì invece bisogna stare attenti ai saluti. "Ciao a tutti! Buon week!".

Buon "week"??? Magari durasse 'na week... e invece dura a malapena due giorni, sabato e domenica!

Con i clienti, poi, si sfoderano le perle migliori, nel tentativo di sembrare "sofisticati", "professionali", "ricercati"... con il risultato di farci delle crepe incredibili e farsi ridere dietro, a meno che il cliente non sia "acculturato" come te.

Qualche giorno fa, per esempio, sono stato indicato da un collega come "lo specialist".

Ora, già avevo dei dubbi che nei paesi anglofoni venisse effettivamente utilizzato questo termine, dubbio che poi una ricerca su Google ha fugato mostrandomi 586 milioni di risultati... che mi possono bastare. Però, se stai parlando in italiano, e hai la fortuna che la nostra lingua può annoverare (come sono "ricercato" eh!) tra i propri termini le parole "responsabile" o "esperto", belle, semplici, dirette... perchè devo diventare uno "specialist", che il tuo cliente agricoltore veneto non sa cosa sia, e al massimo può scambiare per un termine barese?! "Eh, occhio malocchio prezzemolo e finocchio, è venuto lo specialist' accident' a te..." (con voce tipicamente Banfica).

Non so. Io amo l'inglese, ma amo anche l'italiano, e il congiuntivo... argomento sul quale non mi soffermerò perchè non basterebbe un blog, figuriamoci un post intero, per affrontarlo. Però che all'estero gli italiani siano etichettati come "quelli che non sanno l'inglese", e in Italia si tenti di infilare l'inglese in ogni dove... beh, mi sembra veramente... unbelievable.

lunedì 10 ottobre 2011

Riflessioni di Oktober


E così anche per questa terza Oktoberfest il cartellino è stato timbrato.

Cosa  mi è rimasto di questa esperienza?
  • Che ormai potrebbero farla in Piazza del Plebiscito, al Foro Italico o al Forum di Assago che sarebbe la stessa cosa. E' invasa dagli italiani.
  • Che i camerieri sono diventati meno professionali (per dirla terra terra... più stronzi): già un litro di birra ti costa dagli 8,90 € ai 9,50€, se poi tu mi chiedi anche la mancia per arrivare a 10€, sei un pezzente. Almeno quanto il sottoscritto che non te la vuole dare :) 
  • Che i camper sono come un origami. Pieghevoli, con la consistenza della carta e... piccoli.
  • Che le uniche cose commestibili e comprensibili presenti nei menù dei tendoni delle birre sono il mezzo pollo e i wurstel coi crauti. Tutto il resto è... boh. Ma poi in realtà, una volta che hai la birra e i wurstel, cosa te ne fai d'altro?
  • Che i danesi sono simpatici. Specialmente se conoscono la canzone "bravo bravissimo" e le uniche cose che dicono sono "amore mamma Berlusconiiii". Ma che vanno presi anche loro a piccole dosi.
  • Che i cessi stanno diventando sempre più stretti in rapporto al numero di persone che li frequentano. Però quest'anno ho scoperto la nuova evoluzione: il cesso-grondaia a parete che ti dà la possibilità di interloquire con le persone che pisciano di fronte a te dall'altra parte della parete. Orbo. O forse no.
  • Che Monaco è una gran bella città, a misura d'uomo, non soffocante, verde, dagli ampi spazi, ben servita, efficiente, pulita. Ma che praticamente non ho mai visto... anche se ci sono andato tre volte. (Ora che ci penso è la capitale europea che ho visitato più volte).
  • Che se c'è qualcosa in cui i tedeschi non sono meglio di noi, queste sono le macchinette per cambiare gli euro in gettoni per la doccia calda nei campeggi. Da noi, se c'è da far su dei soldi, le mettono. Da loro, no.
  • Che, anche se parlando con te i tedeschi si stupiscono che "allora non è vero che gli italiani non sanno l'inglese", dopo questa ennesima esperienza, te ne stai convincendo tu.
  • Che quando si è all'estero, basta essere della stessa nazionalità (figurarsi della stessa regione o provincia, poi) che si è tutti amici: "Ciao, sono di Bologna!" "Ah si?! Ho un amico che è toscano!!!" "Ehm, ok.. quindi?". Se invece sei a casa tua e incontri il tuo vicino, magari non lo saluti neanche.
  • Che anche all'estero a tutti gli italiani sta su Berlusconi, ma alla fine sono sempre 17 anni che ce lo sorbiamo. Magari lo votano gli altri europei.
  • Che un buon metodo per evitare che ti etichettino come "il solito italiano" è dirgli che sei spagnolo. Di Granada. Però poi devi avere ottime doti di improvvisazione.
  • Che anche se quando dici ad amici e conoscenti che stai andando all'Oktoberfest, questa affermazione viene seguita da sorrisetti più o meno sotto i baffi, visto che tutti pensano - più che giustamente - che sia un ritrovo di imbariagozzi, per me l'aspetto che rimane più importante è la possibilità di conoscere e interagire con persone nuove, straniere, in tranquillità. Ah si, e bere buona birra :D

giovedì 6 ottobre 2011

Ossimoro


Edit: ah, se non sapete cosa significa "ossimoro", potete cercarlo su Wikipedia. Ora funziona. Ora.

martedì 4 ottobre 2011

Affittasi camera singola

 

Ci ricorderemo di questo omicidio per i suoi toni Rudy.
Credo che prima l'omicida Guede due colpi a Meredith,

e per questo deve sicuramente stare in Kercher.
Poi "Knox". Qualcuno bussò alla porta. Era Raffaele.
Sollecito, l'assassino andò ad aprire.
Anzi no, forse ci Amanda il suo complice...
Pe rugia! Che casino.

lunedì 22 agosto 2011

Kesperma


Una sera d'agosto, una gita a Ferrara per il Buskers Festival.

Ad un certo punto si decide, con gli amici, di andare a mangiare qualcosa. Tra la proposta di un kebab e il capolino della leggenda metropolitana il passaggio è praticamente immediato: "ma lo sapete che in quella tal kebabberia l'ufficio igiene ha trovato tracce di 22 tipi di sperma diversi?!".

Ora, non sono un consumatore abituale di kebab, ma cinque nella mia vita ne avrò mangiati, quindi mi piacerebbe sapere se ho involontariamente perso la mia verginità orale o meno... quindi decido di informarmi su internet, come sempre fonte di verità (...).

Ecco i risultati più illuminanti:

Nuovi metodi di conservazione
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090825133156AAx8aTS
e vero ke in alcuni posti per conservare la carne il kebab viene ricoperto di sperma ?
Speranza di vita degli spermatozoi nel pepe
http://www.medicitalia.it/consulti/Psicologia/218256/Tracce-di-sperma-nel-kebab
Tuttio il commestibile in italia è sottoposto a leggi europee: che vuole che gli spermatozi campino fra pepe, e il resto?.
Tutti i gusti son gusti
http://www.czeta.it/forum/showthread.php/15347-Sperma-nel-kebab?p=325379&viewfull=1#post325379

Io nel kebap lo faccio sempre aggiungere un po' di sperma..l'unica cosa è che ci metti un po' di tempo a fare una sega al marocchino che te lo fa ma poi è una bontà e magari lui ti ringrazia offrendoti la salsa piccante.    
La sua ragazza
http://forum.gamesvillage.it/showthread.php?844435-Ma-è-vera-quella-storia-sul-Kebab&p=26336031&viewfull=1#post26336031
mettetevi l'anima in pace, nessuna cultura di nessuna ragione del mondo ha mai utilizzato liquido seminale come alimento, ne mai lo farà
la mia ragazza sì     
La saggezza greca
http://forum.gamesvillage.it/showthread.php?844435-Ma-è-vera-quella-storia-sul-Kebab&s=c4893a427f71ceec3f47af9b8f0890f5&p=26335661&viewfull=1#post26335661

Bingo! Io sono greco confermo tutto. Lo fanno con yogurt e sperma di agnello, per questo e' cosi' buono. Sono stato tra le montagne dove lo fanno.
...alla fine non è una percentuale così alta...
http://www.mtfansub.com/smf/index.php?PHPSESSID=6f70d5fb04815e7ce48128bcb6116bbb&topic=3306.msg45483#msg45483

"hanno fatto una ricerca in tutta italia, era finita pure sui giornali; in pratica la statistica ha scoperto che il 10% della salsa conteneva tracce di .. sperma"

però è una ricerca su tutta italia, alla fine nn è così alta la percentuale. e poi sicuramente dopo questo caso i negozi incriminati sono sicuramente diminuiti.
...e lei il sapore come lo riconosce?
http://usenet.it.rooar.com/showthread.php?t=4572147&s=7d58c9adab80a651c3a7ea0d5ef156dd&p=27094719#post27094719
La verità è che sei un uomo. Non mi spiego altrimenti come potresti
non riconoscere il sapore di ciò che mangi... :-)
Lo sapevo, è sempre colpa della Lega
http://www.ufoforum.it/topic.asp?whichpage=-1&TOPIC_ID=1721&REPLY_ID=23990

Ma mi sa di pubblicità i quei leghisti del cacchio

Lo sperma italiano è sempre il migliore
http://kebabmonamour.splinder.com/post/13382098
dopo che ho letto sul giornale che a torino 7 kebab su 10 nelle salse contengono sperma col cazzo che ne mangio un'altro.
poi bo se sn fatti da italiani è un'altra storia
...e se lo scrive uno che si chiama "Supa"...
http://forum.chatta.it/milano/7606904/ke-kazzo-di-skifo-.aspx
"SPERMA NEI KEBAB"
 ottobre 2007
 La polizia ha aperto un fascicolo dopo accurate indagini effettuate dai nucli specializzati in diverse "kebaberie" presenti sul nostro territorio.
Da quanto scoperto è venuto alla luce un dato sconvolgente: nel 75% delle kebaberie analizzate le salsine contenevano sperma umano, ben 80 diversi tipi per salsina.

King.Supa 15/10/2007 ore 12.41.28

Peccato che tra tutti i risultati di Google non ve ne fosse uno che rimandasse ad un giornale online (che ne so, neanche il Gazzettino di Vergate sul Membro, mica chiedevo il Corriere...) o a un sito di notizie. Però mi hanno ugualmente donato dei bei momenti... e credo che continuerò a rischiare! :)

mercoledì 17 agosto 2011

Er mutanda


Sei stanco del solito costume che SEMBRA UN COSTUME?

Hai voglia di sentirti anche in spiaggia come se fossi A CASA TUA?

Non vedi l'ora di provare l'ebbrezza della TRASPARENZA DELLE TUE PARTI INTIME?

Se alle tre precedenti domande hai risposto con tre "si" beh, allora questa è l'estate che fa per te!

E' infatti iniziata la moda del costume slip da uomo BIANCO!

Mai più colori sgargianti!

Mai più il disagio di nascondere il proprio inguine!

E, nel caso dimenticassi il costume, potrai andare in spiaggia tranquillamente in mutande senza rischiare che nessuno si accorga della differenza!

Presto, accorrete subito!


P.S.: siamo anche in grado di anticiparvi la moda del prossimo anno! Pare che nell'estate 2012 la faranno da padroni i costumi color carne, venduti in pacchi da quattro o cinque con varie gradazioni di colore, per seguire la vostra abbronzatura... non vedete l'ora?! Non vedrete neanche la differenza dalla vostra pelle!

venerdì 12 agosto 2011

La parabola del Lido di Spina


14Avverrà infatti come a un uomo che, possedendo un tratto di costa adriatica, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi terreni. 15A uno diede una piccola parte a nord, a un altro alcuni terreni al centro, a un altro un’immensa distesa di terre a sud delle precedenti, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito 16colui che aveva ricevuto la parte al nord prese riga e squadra e tracciò alcune vie parallele, più o meno cinque. Vedendo però quello che aveva creato il secondo, dopo poco si fermò. 17Il secondo infatti aveva preso i suoi terreni al centro, li aveva divisi in piazzole, aveva posto due sbarre ai lati, e aveva creato un campeggio. In mezzo. 18Colui invece che aveva ricevuto l’immensa distesa di terre a sud, prese trenta otri di vino e fece festa tutta notte con i suoi amici. Al mattino si svegliò, prese un gesso e cominciò a girare alla ragliona per i suoi terreni, disegnando curve e controcurve, angoli e cerchi, spigoli e quadrati, sensi unici e alternati. 19Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. 20Si presentò colui che aveva ricevuto la piccola parte a nord, dicendo: “Signore, mi hai consegnato questa piccola parte di terreno; ecco, ho fatto cinque strade parallele”. 21“Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi la parte a nord del canale e fanne quello che vuoi. È il mio terreno più esteso, per questo si chiamerà “Estensi”. Prendi parte alla gioia del tuo padrone”. 22Si presentò poi colui che aveva ricevuto alcuni terreni centrali e disse: “Signore, mi hai consegnato alcuni terreni; ecco, ci ho fatto un campeggio. È un po’ in mezzo ai maroni, ma porterà turismo!”. 23“Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi i miei vasti terreni ancora più a sud e fanne un altro campeggio. Almeno questo sarà fuori dalle balle. Prendi parte alla gioia del tuo padrone”. 24Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto le immense terre a sud e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. 25Ecco, anche io ho fatto le cose mentre ero duro, e ho tracciato le vie in ordine sparso: ecco ciò che è tuo”. 26Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27avresti dovuto affidare i miei terreni al Geometri – Aleotti di Ferrara, così, ritornando, almeno avrei capito da che parte ero girato. 28Toglietegli dunque i terreni, tanto ormai sono andati a culi. 29Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. 30E il servo inutile gettatelo fuori nelle lontane terre di Volano, infestate da zanzare e arie maleodoranti: sarà vicino al Po di Gnocca e anche a Pomposa, ma non potrà mai avvicinarvisi; le sue terre saranno depresse e frequentate solo da anziani e pescatori. Là sarà pianto e stridore di denti. E vongole”.

venerdì 15 luglio 2011

Santorini... prega per noi!


Dopo più di un mese interrompo il silenzio stampa de "Il Sopravvalutato", ma d'altronde non mi sono posto tempi e scadenze di pubblicazione, quindi mi sono preso una vacanza anche dal blog, come è giusto che sia... anche perchè le alternative sono state alquanto valide!

Infatti, la meta di quest anno della vacanza di coppia è stata infatti Santorini, isola delle Cicladi... Grecia, insomma.

Già la storia di Santorini è interessante: 
  • la sua formazione: Santorini ha la forma di una C al contrario con un'isoletta che chiude quasi la C in una O e due isolette al centro, è infatti un vulcano che è sprofondato nella sua camera magmatica, lasciando il mare invadere il suo cratere (la "caldera", come viene chiamata a Santorini);
  • il suo ruolo di snodo importante dei traffici storici nel Mediterraneo;
  • le ipotesi scientifiche, che vedono la nascita di Santorini come causa delle piaghe d'Egitto (piogge acide, acque rosse e buio sulla terra sarebbero conseguenze dell'implosione del vulcano) e della fuga dall'Egitto del popolo Ebraico: il crollo del vulcano avrebbe infatti prima creato il ritiro delle acque in molte coste del Mediterraneo (e quindi fatto passare gli Ebrei) e poi travolto con un incredibile tsunami le stesse coste (e quindi travolto gli Egizi).
Insomma, già queste premesse dipingono Santorini come un'isola affascinante ed attraente per tutti: per chi vuole solo mare (le coste ad est - Kamari e Perissa su tutte - sono incredibilmente attrezzate ed un ombrellone con due lettini costa 6 euro, ripeto 6 EURO - stabilimenti balneari adriatici ascoltate bene - e sono a distanze sostenibili gli uni dagli altri, e anche molto belli!), per chi vuole un pò di movimento e attività particolari e anche per chi vuole un minimo di cultura.

Dopo esserci andato, questi sono i must di Santorini, a mio parere:
  • andarci prima di metà luglio: da agosto in poi la invadono due milioni di turisti e credo diventi invivibile. Così facendo si può pensare anche di improvvisare la vacanza prenotando solo il volo (anche se in realtà se si prenota direttamente l'hotel ti vengono a prendere all'aeroporto e ti riportano là alla partenza);
  • portarsi maschere e boccaglio da snorkeling (che costino più di 10 € però... quelle dei cinesi da noi hanno clamorosamente fallito!), altrimenti anche là si possono comprare a prezzi relativamente modici (10-15€ circa) e soprattutto le scarpette di plastica da scogli/sassi, altrimenti non si gira. Non ci sono infatti spiagge di sabbia, al massimo sono sassi fini in quelle ad est;
  • noleggiare uno scooter o un quad. La cilindrata sarebbe meglio dai 125cc in su, altrimenti alcune salite con uno caricato non si fanno (ma ne abbiamo incontrate poi solo due di questo tipo, quindi in realtà anche un 80cc basta). Ah, in Grecia la patente A serve anche per i cinquantini, quindi se non l'avete in ogni caso non sarete in regola... ma vi diranno che la polizia non si vede mai, e nel nostro caso è stato vero!;
  • assaggiare le Pita Gyros (anche se non sono proprio un piatto tipico greco, sono l'adattamento greco del Kebab), ve le tirano dietro intorno ai 2€, e soprattutto l'insalata greca (feta, pomodori, cetrioli, olive e peperoni, di solito). Quella è veramente molto buona, lo è stata anche per me che non sono notoriamente un amante della verdura. Ci sono anche alcuni posti dove si mangia il pesce senza essere pelati, quindi thumbs up anche per quelli. Ah, e i vini tipici!;
  • visitare Thira, il capoluogo, con le sue stradine-labirinto di case bianche;
  • visitare Imerovigli, paese a strapiombo sulla caldera, ricostruito nel '56 in seguito all'ultima eruzione-terremoto, che è praticamente un insieme di casette bianche-residence e non per niente è definito "il balcone dell'Egeo";
  • visitare il faro, il punto dal quale si vede un tramonto dove effettivamente il sole cade sul mare (non come a Oia - si pronuncia "ia", dove il tramonto è molto inflazionato e conosciuto come il più bello d'Europa, ma l'atmosfera perde a causa delle migliaia di turisti - quelli da crociera poi sono i peggiori, arrivano a branchi e invadono le stradine del paese trascinandoti nel loro flusso senza darti possibilità di scegliere dove andare - che la frequentano);
  • visitare la spiaggia di Mesa Pigadia (o Black Beach). Quando noi ci siamo andati siamo stati gli unici per tutto il giorno, fino a quando due nudisti non si sono piazzati esattamente davanti a noi...;
  • guardare il tramonto da Imerovigli, meno inflazionata di Oia e a mio parere più bella (sia il paese che il tramonto!):
  • fare il giro della caldera su una delle tantissime barche che partono ogni giorno.
Ecco, bene o male questi sono i primi e pochi consigli che mi sento di dare, anche se in realtà credo che ogni vacanza ce la si debba costruire e personalizzare da soli, in base alle proprie passioni, preferenze ed esigenze... noi l'abbiamo vissuta così, girandola tutta (non solo i posti che ho consigliato, chiaramente), e personalmente mi rimarrà un bel ricordo di questa vacanza e di quest'isola... attendo riscontri per confrontare le esperienze!

venerdì 3 giugno 2011

Wind of change


Qualcosa è cambiato, indubbiamente.

Anche semplicemente per il fatto che per 20 anni Cento è stata amministrata da sindaci "civici" prima, e poi sempre più destroidi, ed ora è amministrata dalla sinistra.

Ora bisogna vedere se, oltre che sulla carta, anche nei fatti qualche cambiamento avrà luogo. "Di fare meglio di quelli prima sono capaci tutti", è una frase che è stata ripetuta più e più volte durante la campagna elettorale. La questione però è più complicata: non è tanto questione di "fare meglio di", quanto di "fare" e soprattutto "fare bene". [No, non "Fare bene per Cento"... quelli, chissà perchè, non sono stati premiati dalla loro strategia comunicativa].

Di cose da fare ce ne sono tante, e non sono tra le persone che saranno felici a prescindere da ciò che questa amministrazione dimostrerà di saper / voler fare: anzi, considerando che le condizioni per fare bene ci sono tutte (maggioranza forte e unita, confronto con i cinque anni passati che si può facilmente vincere, ecc), bisognerà cercare di essere ancora più critici e obiettivi nel valutare l'operato della nuova amministrazione.

Però ora godiamoci il momento, la speranza in fondo è l'ultima a morire, ed io, molto probabilmente perchè sono di parte, un "wind of change" l'ho già avvertito, durante i festeggiamenti del 30 maggio e la festa dell'1 giugno.

Un vento dal sapore di vino e gnocchini fritti... dal sapore dell'Emilia, dove siamo tornati, dopo anni di esilio!

lunedì 23 maggio 2011

E la balotta, e la balotta!


Domenica 29 e lunedì 30 maggio: BALLOTTAGGIO. 

E ve l'avevo già detto, tiè.

Cosa vuol dire? Che nessun candidato sindaco ha raggiunto la fatidica quota del 50% +1 dei voti, quindi i due candidati con il maggior numero di preferenze (Fava con 30.97% e Lodi con 29,30% delle preferenze) si scontreranno in un testa a testa dove bisognerà "semplicemente" decidere per uno dei due.

Quando? Domenica 29 maggio dalle 08.00 alle 22.00 e Lunedì 30 maggio dalle 07.00 alle 15.00.

Sulla questione "bagno di sangue" dello scrutinio delle schede, evito di riscrivere tutto e vi linko direttamente il mio commento al post "Un bagno di sangue" apparso su IndeZènt.it.

Di questo commento, riprendo soltanto alcuni punti:
Sinceramente non vedo tanta differenza rispetto al passato: chi doveva votare il candidato di sinistra l’ha fatto, e lo stesso ragionamento per quelli di destra e della Lega. Per questo credo che il fallimento della scorsa amministrazione sia stato considerato più come una fallimento della persona del sindaco in sè, piuttosto che dei partiti che lo appoggiavano, che alla fine i loro voti li hanno comunque presi anche “a ‘sto giro”.
La gente NON SA VOTARE, ed il sistema elettorale, anche alla luce del numero enorme di liste e di candidati, non ha sicuramente giovato: “Voto disgiunto, questo sconosciuto”.
Dicevo, la gente non sa votare, non si informa (va bene la vecchietta che arriva al seggio e chiede quante schede le verranno consegnate: è già molto che vada a votare; ma quanti sanno la differenza tra fare la X sul candidato sindaco e farla sul simbolo della lista? Probabilmente chi ha votato le piccole liste civiche si sarebbe dovuto più informare in questo senso, e magari un consigliere l’avrebbero avuto), ma viene probabilmente anche poco informata a riguardo.
Le mie previsioni (riportate nel mio post precedente) sono state confermate: avevo sostanzialmente predetto il ballottaggio e il fatto che 4 candidati sindaco appoggiati da una sola lista non sarebbero nè stati eletti sindaco, nè stati eletti in consiglio comunale. Anche in questo secondo punto ho avuto ragione, ma potevo stare più largo, dal momento che probabilmente il numero degli esclusi sarà di 7, con soltanto i soliti partiti principali che verranno rappresentati in consiglio comunale: si, effettivamente queste elezioni hanno sancito il fallimento delle liste civiche; si salva soltanto qualche lista particolarmente radicata nel territorio (PF) o attorno a una presa di posizione comune (Noi Che), ma sono più casi sporadici che altro.

Finisco l'auto-incensamento riportando le mie previsioni sui risultati che avrebbero conseguito i vari candidati rapportati con i dati reali: non male, no?


Tutte queste liste, quindi, cos'hanno portato? Ma chiaramente a tantissimi voti per i candidati sindaco e pochissimi per ogni lista, ecco il ragionamento del "raccoglitore di voti" o "specchietto delle allodole" che dir si voglia: il futuro sindaco e i futuri consiglieri (che in ogni caso saranno più o meno sempre le stesse facce che si vedono da tempo) ringraziano gli altri 300 e passa candidati consiglieri che gli hanno permesso di riconfermarsi.

Concludo.

Ho riflettuto sul dare o meno indicazione di voto, o almeno sui fattori di valutazione che userei per riflettere su chi votare, ma ho deciso di non farlo. Innanzitutto perchè tutti i miei pochi lettori sanno (o hanno capito) come la penso. In secondo luogo, perchè probabilmente un buon 80% dei miei pochi lettori la pensa come me. Il restante 20% non cambierà sicuramente idea grazie a me... ed il resto degli elettori della parte opposta, non mi legge. Quindi sarebbero parole buttate al vento.
L'ultima parola, quindi, la lascio a un dizionario.

Cambiamento

Vocabolario on line
cambiaménto s. m. [der. di cambiare]. –

1. Il cambiare, il cambiarsi: c. di casa, di stagione, di temperatura; fare un c., un gran c., spec. nelle abitudini, nel carattere e sim.; c. di stato d’aggregazione della materia; c. di stato civile, ecc.; c. di scena, nelle rappresentazioni teatrali e sim. (spesso in senso fig., mutamento improvviso di situazione, di uno stato di cose); c. di indirizzo politico; c. di mano, nella circolazione stradale, lo spostarsi di veicoli o persone da un lato all’altro della via (è anche nome, in equitazione, di una figura di alta scuola). In sociologia, c. sociali e culturali, quelli che determinano trasformazioni nella struttura sociale e culturale di un gruppo.

mercoledì 11 maggio 2011

Elezioni Comunali di Cento


Chiaramente non potevo evitare di esprimermi a riguardo, andando oltre alle semplici osservazioni sul come è cambiata la campagna elettorale al giorno d'oggi fatte nel post "Elezioni culinarie".

Inizio con le cose a mio parere scontate, ma che purtroppo non lo sono mai:
si vota domenica 15 maggio dalle 08.00 alle 22.00 e lunedì 16 maggio dalle 07.00 alle 15.00. Per votare bisogna portare la propria tessera elettorale (sulla quale c'è scritto anche il seggio in cui si vota: NON VANNO BENE TUTTI! Si, nella mia carriera di scrutatore ho visto anche una coppia di fidanzati che sceglievano il seggio in base alla fila più corta...) e un documento d'identità. Si vota per eleggere il sindaco e il consiglio comunale (qui non sto a spiegare cosa sono, altrimenti non finisco più).


I NUMERI
1 sindaco da eleggere,
9 candidati sindaco in corsa,
16 consiglieri comunali da eleggere,
357 candidati consiglieri,
24 liste, delle quali
14 liste civiche.

Sono obiettivamente numeri ridicoli (soprattutto a fronte della diminuzione del numero dei consiglieri comunali da eleggere che nei comuni con più di 15000 abitanti è diventato di 16), e come ha avuto modo di esordire Beppe Grillo nel suo comizio a Cento di sabato 7 maggio, "9 candidati sindaco e 24 liste: neanche a Shangai sono messi così!".

Ho provato a darmi alcune risposte sul perchè di questo improvviso almeno tanto quanto puntuale interesse verso la cosa pubblica, e questi sono stati i risultati:
  1. Sicuramente non c'è un giudizio positivo generale verso la scorsa amministrazione. Per questo in molti è scattato il ragionamento: "non ci si può più fidare degli altri, chi fa da sè fa per tre, quindi mi candido io";
  2. C'è altrettanto sicuramente chi vuole "mettere le mani in pasta". Checchè se ne dica, in Comune i soldi ci sono, eccome. Soprattutto per chi copre determinati incarichi.
  3. Voglio comunque sperare che almeno una minima parte dei candidati lo faccia effettivamente per interesse verso la politica, per voglia di sporcarsi le mani impegnandosi in prima persona.
  4. Si nota una grande frammentazione, frutto della difficoltà (o della non volontà?!) a giungere a compromessi, ad accordarsi su programmi elettorali, priorità ed obiettivi. C'è sicuramente poca fiducia negli altri. Ecco uno dei perchè delle numerose liste.
  5. In realtà il proliferare delle liste è anche motivato dal fatto che alcune di queste sono semplicemente "specchietti per le allodole", anche se per capire questo bisognerebbe conoscere la legge elettorale. In soldoni, presentando numerosi candidati consiglieri e liste collegate (che hanno pochissime possibilità di essere effettivamente eletti, soprattutto le liste minori), un candidato sindaco si garantisce i voti di tutti coloro che hanno qualche amico o parente in una determinata lista. Amico o parente che non verrà appunto eletto, ma il cui voto andrà ad accumularsi a quelli per il relativo candidato sindaco. Molte liste poi presentano nomi che ammiccano a determinati soggetti: i giovani e le frazioni, ad esempio. In questo modo l'elettore viene convinto del fatto che tale candidato sindaco si interesserà dell'argomento in questione.

PRIMO TURNO O BALLOTTAGGIO?

Qualsiasi persona un minimo interessata di politica locale sa già che i giochi non si chiuderanno al primo turno. E' obiettivamente impossibile. Questo perchè, a fronte del 50% + 1 delle preferenze richieste dalla legge elettorale affinchè un candidato sindaco possa essere eletto al primo turno, almeno due elementi fanno dubitare che questo possa verificarsi:
  • nonostante la "destrità" del Centese medio, la divisione tra PDL e Lega che hanno presentato due candidati sindaco rema contro questo obiettivo;
  • l'elevata frammentazione dei voti tra 9 candidati sindaco ruberà voti a quelli che storicamente sono riconosciuti come i partiti principali.

Ci ritroveremo quindi il 28 e 29 maggio a votare di nuovo al ballottaggio, questa volta più semplicemente tra due nomi. Quali saranno? Le mie idee le ho, ma essendo queste le elezioni amministrative le più incerte mai avute a Cento (appunto in base al numero di candidati sindaco), non mi esprimerò, almeno su questo blog (dal vivo, se volete, vi potrei svelare l'arcano!). Anche perchè mentre ho un'idea sui due candidati sindaco che arriveranno al ballottaggio, sull'esito del ballottaggio stesso sono dubbioso anch'io (diciamo che non riesco mai ad abbandonare completamente la speranza...).


UNA COSA SICURA?

Considerando che la legge elettorale afferma che "Al riparto dei seggi non sono ammesse le liste di candidati che abbiano ottenuto al primo turno di votazione meno del 3% dei voti validi e che non appartengano a nessun gruppo di liste che abbia superato tale soglia", ritengo che almeno quattro candidati sindaco, appoggiati tutti da una sola lista, non saranno in consiglio comunale. Lascio a voi indovinare i nomi!


E QUINDI IL 15-16 COSA FACCIO?

VAI A VOTARE. E cerca di convincere anche chi sta intorno a te a farlo.
Dico questo anche se molti voti varranno meno degli altri (si!) in quanto meno informati; anche se magari il nonno entrerà nella cabina elettorale e scarabocchierà una X su un simbolo a caso dato che ormai non ne riconosce più neanche uno; anche se il diciottenne voterà il candidato appoggiato dal pub di fiducia (qualsiasi riferimento...); anche se alla fine tutti questi voti probabilmente allontaneranno la realizzazione dello scenario che spero.
Votare è importante, è forse una delle poche modalità rimaste ai cittadini di esercitare il proprio "potere".

E magari... se l'andamento del nostro Comune fino ad oggi non ti ha soddisfatto, se c'è una o più cosa che non ti sono proprio andate giù e se hai un pò di tempo e voglia... informati sul dove sono a queste elezioni le persone (e i partiti) che fino ad oggi in questo (o per questo) Comune hanno lavorato. 

Perchè alle elezioni tutti fanno a gara ad essere più puliti degli altri, ma solo alcuni si sono lavati per tutti i 5 anni... (no, non mi riferisco alle parole di B!)



P.S.: Chiaramente non potevo non aprire il relativo sondaggio, che come al solito trovate in alto a destra. Votate numerosi anche a questo (anche se non vale per le elezioni eh... no, che non si sa mai -.-')

P.P.S.: Per i più NERD, con alcuni amici ho fatto un toto-percentuali di voto dei 9 candidati sindaco al primo turno. E' aperto a tutti, basta elencare i 9 candidati sindaco indicandone a fianco la relativa percentuale di voti... se siete interessati a partecipare mandatemi una mail, o commentate questo post con il vostro nome e le vostre scommesse (in palio c'è... tutta la nostra stima!).

venerdì 6 maggio 2011

Elezioni culinarie


Quelle che avranno luogo il 15 e 16 maggio prossimi saranno il primo esempio di elezioni culinarie, o sagre amministrative che dir si voglia.

Non ho una grandissima esperienza in fatto di elezioni amministrative: è da 9 anni che voto e per le amministrative ho votato solo nel 2006 (e vista la scelta di candidati non è stato un impatto facile, credetemi...), ma credo di non aver mai visto qualcosa del genere: ormai non si fanno più comizi, volantinaggi o incontri.

Si fanno cene, pizzate, aperitivi.
Si invadono bar, pizzerie, ristoranti.
Si offrono stuzzichini, patatine, spritz.

Sicuramente è un modo di avvicinarsi agli elettori, di creare qualcosa di... appetibile (appunto :D), ma ho due considerazioni a riguardo:

1. Credo che non sia il modo adatto di coinvolgere gli indecisi: questi sono quella tipologia di eventi alla quale partecipano solo gli organizzatori e pochi amici stretti/parenti minacciati a presenziare, o comunque tutta gente che già sa dove votare;

2. Ormai non si parla più di programmi, di progetti e proposte, e chi lo fa o non si sbilancia troppo, per cercare di raggiungere più elettori possibili (evitando di difendere posizioni e idee troppo di parte c'è più la possibilità di "pescare" tra gli elettori di tutte le ideologie politiche), oppure dice cose talmente ovvie e standard che se cancelli il nome del partito dal programma e ci metti quello della parte politica opposta, potrebbe calzare comunque a pennello (date un'occhiata ai programmi che vi sono arrivati a casa o che girano per Cento e sappiatemi dire...).

E dopo il 16 maggio (o come credo, il 30), ci sono i successivi cinque anni di amministrazione. E dopo cinque anni... magari quegli stuzzichini potrebbero andare di traverso.

FATTI, NON PIZZETTE!

martedì 3 maggio 2011

1st Pony Express Contest










Nella splendida cornice della cucina anni '80 di casa Balboni si è tenuto mercoledì scorso (27 aprile) il 1st Pony Express Contest, la prima gara di velocità di consegna pizza tra le pizzerie a domicilio di Cento.

L'elenco dei partecipanti, accuratamente selezionati tra le persone più NERD e dementi del centorenazzopievese, vedeva Anna e Martina per il gentil sesso e Atti, Bruno, Diego e Sacchi tra il sesso maleducato.

L'elenco delle pizzerie concorrenti vedeva sfidarsi le pizzerie Wac, 100% Pizza, Il Pomodoro, Pinko Pallino, Spizzi e Idea Pizza, outsider da Pieve.

Dopo aver concordato il regolamento davanti a un aperitivo a base di un buon lambrusco e crodino e patatame vario, è iniziata la vera e propria competizione. Il regolamento era il realtà molto semplice:
  • l'accoppiamento ordinante/pizzeria sarebbe stato estratto a sorte;
  • tutte le ordinazioni sarebbero state fatte telefonando contemporaneamente;
  • non si poteva fare riferimento alla gara durante l'ordinazione;
  • in caso di richiesta orario di consegna da parte della pizzeria ci si doveva limitare a richiedere che la pizza venisse consegnata "il prima possibile";
  • non vi erano limitazioni sulla scelta della pizza, dato che insieme si è convenuto che la diversità di pizza non avrebbe influito in modo sostanziale sulla tempistica di preparazione.

Alle ore 20.13 sono partite le telefonate, con l'unico contrattempo dovuto al fatto che, visto il poco credito nei cellulari di Diego e della Marti ( :) ), Diego ha dovuto telefonare dopo la Martina col telefono di casa Balboni.
La telefonata di Diego è quindi stata effettuata approssimativamente un minuto dopo le altre.

La tensione ha subito la meglio sui partecipanti, che però non devono aspettare molto per incoronare il vincitore: dopo soli 12 minuti ecco spuntare all'orizzonte di via Volta, chiaramente in contromano, lo scooter di Pinko Pallino con la pizza dell'Anna. Consegna della coccarda al vincitore (Ludo Agnoletto per la cronaca!) e neanche il tempo di salire le scale che ecco arrivare 100% Pizza con la pizza della Martina. Unica nota stonata, che ha rischiato di far declassare questa pizzeria, il fatto che l'omino in scooter abbia abbandonato con noncuranza la coccarda del secondo posto per terra.

Il podio si chiude con Il Pomodoro, abbinato a Diego, con un tempo di 21 minuti per la sua quattro formaggi.

Dopo le prime tre posizioni, i partecipanti devono attendere ben 15 minuti per sentire di nuovo suonare il campanello di casa Balboni: al 37esimo minuto di gara è infatti Idea Pizza direttamente da Pieve che, con un'ottima prestazione, vista la distanza di consegna, riesce a piazzare un affamato Bruno ai piedi del podio.

Si legge il terrore negli occhi di Sacchi, dubbioso sul suo "cavallo da corsa" (vista la provenienza non proprio tipica italiana della pizzeria a lui abbinata, il cui nome intero è "Spizzi di Akaberi Seyed Masoud" e il fatto che non avesse mai ordinato una pizza a domicilio prima di quella sera: "ma devo cheidergli se per piacere possono portarmela?"), ma solo 3 minuti lo separano dal precedente arrivo: al 40', quando ormai fuori è già più buio, ecco risuonare nell'aere le note orientaleggianti della macchina di Spizzi. Con Sacchi contento, rimane solo una bocca da sfamare.

E' qui che Atti, che da subito dopo la telefonata sembrava celare in sè un orribile segreto, decide di mettere al corrente gli altri partecipanti di ciò che gli era stato detto durante l'ordinazione: "va bene per le 21,15? ma vedrai che arriveranno anche prima!". Orario di arrivo: 21.15. Puntuale. Ma 50 minuti dopo il primo.

Lasciamo Atti ad aggredire con fame la sua pizza e passiamo al commento tecnico della gara.

La pizzeria logisticamente più vicina era sicuramente Spizzi, che da viale Bonzagni in un paio di curve sarebbe arrivata tranquillamente in via Pacinotti, a destinazione. Assolutamente negativo quindi il risultato finale, una penultima posizione che può essere motivata solamente da eventuali altre consegne da effettuare, delle quali però non abbiamo conferma.

Tre pizzerie (Pinko Pallino, Il Pomodoro, Wac) partivano logisticamente a parimerito: la posizione di queste, situata nel "triangolo delle pizzerie" tra via Donati e via Cremonino, le metteva tutte sullo stesso piano sulla carta, ma ha dato nella realtà risultati estremamente diversi. Voto quindi estremamente positivo per Pinko Pallino, per la rapidità che ha stupito tutti i partecipanti; voto buono per Il Pomodoro, che probabilmente aveva altre pizze in forno al momento della consegna (e che ha richiesto un inserimento dei dati di Diego nel loro database!!!); voto controverso per Wac che nonostante l'incredibile ritardo (frutto sicuramente di una massiccia ordinazione in corso), rispetta al minuto la previsione delle 21.15 fatta telefonicamente.

Ottima, probabilmente la migliore di tutte, considerando il rapporto distanza/tempo, la prestazione di 100% Pizza, situata alla fine di via Dante Alighieri, che ha raggiunto il secondo posto. Altrettanto buona la prestazione di Idea Pizza, molto penalizzata dalla distanza tra Pieve e Cento, senza la quale avrebbe probabilmente occupato il podio.

Rimangono ancora pizzerie da testare, nuovi percorsi sui quali farle sfidare, posizioni da scalare e titoli da difendere... alla prossima!