venerdì 6 maggio 2011

Elezioni culinarie


Quelle che avranno luogo il 15 e 16 maggio prossimi saranno il primo esempio di elezioni culinarie, o sagre amministrative che dir si voglia.

Non ho una grandissima esperienza in fatto di elezioni amministrative: è da 9 anni che voto e per le amministrative ho votato solo nel 2006 (e vista la scelta di candidati non è stato un impatto facile, credetemi...), ma credo di non aver mai visto qualcosa del genere: ormai non si fanno più comizi, volantinaggi o incontri.

Si fanno cene, pizzate, aperitivi.
Si invadono bar, pizzerie, ristoranti.
Si offrono stuzzichini, patatine, spritz.

Sicuramente è un modo di avvicinarsi agli elettori, di creare qualcosa di... appetibile (appunto :D), ma ho due considerazioni a riguardo:

1. Credo che non sia il modo adatto di coinvolgere gli indecisi: questi sono quella tipologia di eventi alla quale partecipano solo gli organizzatori e pochi amici stretti/parenti minacciati a presenziare, o comunque tutta gente che già sa dove votare;

2. Ormai non si parla più di programmi, di progetti e proposte, e chi lo fa o non si sbilancia troppo, per cercare di raggiungere più elettori possibili (evitando di difendere posizioni e idee troppo di parte c'è più la possibilità di "pescare" tra gli elettori di tutte le ideologie politiche), oppure dice cose talmente ovvie e standard che se cancelli il nome del partito dal programma e ci metti quello della parte politica opposta, potrebbe calzare comunque a pennello (date un'occhiata ai programmi che vi sono arrivati a casa o che girano per Cento e sappiatemi dire...).

E dopo il 16 maggio (o come credo, il 30), ci sono i successivi cinque anni di amministrazione. E dopo cinque anni... magari quegli stuzzichini potrebbero andare di traverso.

FATTI, NON PIZZETTE!

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