venerdì 12 agosto 2011

La parabola del Lido di Spina


14Avverrà infatti come a un uomo che, possedendo un tratto di costa adriatica, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi terreni. 15A uno diede una piccola parte a nord, a un altro alcuni terreni al centro, a un altro un’immensa distesa di terre a sud delle precedenti, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito 16colui che aveva ricevuto la parte al nord prese riga e squadra e tracciò alcune vie parallele, più o meno cinque. Vedendo però quello che aveva creato il secondo, dopo poco si fermò. 17Il secondo infatti aveva preso i suoi terreni al centro, li aveva divisi in piazzole, aveva posto due sbarre ai lati, e aveva creato un campeggio. In mezzo. 18Colui invece che aveva ricevuto l’immensa distesa di terre a sud, prese trenta otri di vino e fece festa tutta notte con i suoi amici. Al mattino si svegliò, prese un gesso e cominciò a girare alla ragliona per i suoi terreni, disegnando curve e controcurve, angoli e cerchi, spigoli e quadrati, sensi unici e alternati. 19Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. 20Si presentò colui che aveva ricevuto la piccola parte a nord, dicendo: “Signore, mi hai consegnato questa piccola parte di terreno; ecco, ho fatto cinque strade parallele”. 21“Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi la parte a nord del canale e fanne quello che vuoi. È il mio terreno più esteso, per questo si chiamerà “Estensi”. Prendi parte alla gioia del tuo padrone”. 22Si presentò poi colui che aveva ricevuto alcuni terreni centrali e disse: “Signore, mi hai consegnato alcuni terreni; ecco, ci ho fatto un campeggio. È un po’ in mezzo ai maroni, ma porterà turismo!”. 23“Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi i miei vasti terreni ancora più a sud e fanne un altro campeggio. Almeno questo sarà fuori dalle balle. Prendi parte alla gioia del tuo padrone”. 24Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto le immense terre a sud e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. 25Ecco, anche io ho fatto le cose mentre ero duro, e ho tracciato le vie in ordine sparso: ecco ciò che è tuo”. 26Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27avresti dovuto affidare i miei terreni al Geometri – Aleotti di Ferrara, così, ritornando, almeno avrei capito da che parte ero girato. 28Toglietegli dunque i terreni, tanto ormai sono andati a culi. 29Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. 30E il servo inutile gettatelo fuori nelle lontane terre di Volano, infestate da zanzare e arie maleodoranti: sarà vicino al Po di Gnocca e anche a Pomposa, ma non potrà mai avvicinarvisi; le sue terre saranno depresse e frequentate solo da anziani e pescatori. Là sarà pianto e stridore di denti. E vongole”.

Nessun commento:

Posta un commento