venerdì 28 ottobre 2011

Pensieri e pensioni


E anche questa volta, puntuale come un orologio svizzero, l'argomento "pensioni" ritorna in voga.

E' ciclico, come la maggior parte dei temi politici: per un periodo di tempo ogni dichiarazione, ogni foglio di carta stampata, ogni mezzo di comunicazione, chiunque non può fare a meno di parlarne. Poi, tutto d'un tratto, svanisce. E prende piede un altro argomento.

Questa volta l'argomento pensioni è ritornato in voga per i rotti all'interno della maggioranza tra Lega e PDL, con Silvio che voleva alzare l'età della pensione di vecchiaia a 67 anni e la Lega che poneva il veto ("la gente ci ammazza", dichiarava Bossi).  Poi, per convincere l'Europa che l'Italia stava lavorando al proprio rilancio, i 67 anni sono stati sbandierati a Bruxelles.

Ora, per me la pensione è un miraggio. Oggi in ufficio ho scritto su un post-it il numero "2044", giusto così, come promemoria, e non so neanche se sia corretto. Però in questo modo mi sembra più concreto, anche se la carta di quel post it sarà sicuramente maggiore di quella del mucchietto di banconote della mia pensione... ed era uno di questi post it piccoli, grandi un terzo della misura standard.

Dicevo, per me la pensione è un miraggio, mi piacerebbe prenderla, giusto per capire cosa si prova, invece mi sa che sarà più facile prenderlo. Proprio quello. Proprio .

Ci sono però alcune cose nella gestione delle pensioni che a mio parere non girano: capisco che garantire una pensione a tutti coloro che ne hanno diritto sia difficile (lo capisco? boh), ma ci sono comunque alcune cose che credo non abbiano senso di esistere... ed invece esistono. E sono queste. 

Gli highlander
Sono i pensionati che, una volta raggiunto l'agognato traguardo della pensione, per una ragione o per l'altra, non riescono a godersela. A primo acchito mi sovvengono due categorie. La prima è quella degli "indispensabili", cioè quelli che su richiesta dell'azienda (ma anche per loro volontà, dato che a lavorare non ti obbliga nessuno, soprattutto se percepisci già la pensione) continuano il loro rapporto di lavoro anche dopo la pensione, come consulenti esterni o figure similari. Sembra quasi che non ci siano al mondo altri in grado di ricoprire il loro ruolo, forse anche per poca lungimiranza - evviva l'Italia, Paese che crede nei giovani - dato che se si fosse formato qualche giovane a tempo debito, il problema non si sarebbe posto avendo subito un ricambio pronto al posto del novello pensionato. La seconda categoria è quella dei "pensionati depressi" che, dal giorno dopo la festa di pensionamento, se ne stanno in casa con facce da cani bastonati non sapendo come impiegare il proprio tempo (sembra quasi che per loro la pensione sia una costrizione!)... e il più delle volte finiscono per trovarsi un altro lavoro... al posto di chi non l'ha. 

Le pensioni d'oro
Non versiamo tutti gli stessi contributi, questo è assodato, ma c'è chi ha pensioni troppo alte rispetto ai contributi che ha versato durante la propria carriera lavorativa e - aggiungo io - rispetto al lavoro che effettivamente ha fatto nella vita. Un esempio? Vabbè dai, così è troppo facile...

Le pensioni a chi non servono
Il milionario che ha talmente tanti soldi da non sapere dove metterli, cosa se ne fa di una pensione di qualche migliaio di euro al mese? Perchè non creare le "pensioni di solidarietà": sopra un certo reddito, la tua pensione - o parte di questa - viene "spontaneamente" devoluta a chi fatica ad arrivare a fine mese con la propria, oppure a chi la propria non la vedrà mai. In ogni caso verrà messa in un "tesoretto" dal quale attingere per aumentare le pensioni medie.

Pensioni e vitalizi accumulati
Se nella tua vita hai fatto due lavori, avrai due pensioni. Se i due lavori erano operaio e fruttivendolo, allora sono d'accordo, e magari per quanto sei stato bravo te ne darò pure parte della mia (che tanto non c'è...). Il problema sorge se i due lavori erano consigliere regionale e senatore, per esempio: in questo caso, con pochi anni di contributi ti garantisci due pensioni o due vitalizi che, fidatevi, non sono di 800 euro al mese.

I pensionati baby
L'ultima notizia, diffusa da Fini (non senza polemiche conseguenti), è che la moglie di Bossi è andata in pensione a 39 anni. Ora, per quanto non simpatizzi per Bossi, non credo comunque che sua moglie sia l'unico caso di "baby pensionato": sono tanti, troppi, i lavoratori che grazie a particolari allineamenti a-strali fanno gli a-stronzi e riescono ad andare in pensione in tenerà età, con pochissimi anni di anzianità e di vecchiaia.

Ecco. So che è sicuramente una trattazione dell'argomento semplicistica e probabilmente piena di errori, il tipico discorso da bar. Credo però che per quanto non sia in grado di entrare a fondo nel merito della questione, i problemi che ho sollevato non siano poi così astrusi, e probabilmente un pò di buon senso renderebbe più equa la questione e - chissà - magari farebbe anche tornare qualche conto in più.

Adotta anche tu una parola che cadrà in disuso, io ho adottato "pensioni".

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