lunedì 10 ottobre 2011

Riflessioni di Oktober


E così anche per questa terza Oktoberfest il cartellino è stato timbrato.

Cosa  mi è rimasto di questa esperienza?
  • Che ormai potrebbero farla in Piazza del Plebiscito, al Foro Italico o al Forum di Assago che sarebbe la stessa cosa. E' invasa dagli italiani.
  • Che i camerieri sono diventati meno professionali (per dirla terra terra... più stronzi): già un litro di birra ti costa dagli 8,90 € ai 9,50€, se poi tu mi chiedi anche la mancia per arrivare a 10€, sei un pezzente. Almeno quanto il sottoscritto che non te la vuole dare :) 
  • Che i camper sono come un origami. Pieghevoli, con la consistenza della carta e... piccoli.
  • Che le uniche cose commestibili e comprensibili presenti nei menù dei tendoni delle birre sono il mezzo pollo e i wurstel coi crauti. Tutto il resto è... boh. Ma poi in realtà, una volta che hai la birra e i wurstel, cosa te ne fai d'altro?
  • Che i danesi sono simpatici. Specialmente se conoscono la canzone "bravo bravissimo" e le uniche cose che dicono sono "amore mamma Berlusconiiii". Ma che vanno presi anche loro a piccole dosi.
  • Che i cessi stanno diventando sempre più stretti in rapporto al numero di persone che li frequentano. Però quest'anno ho scoperto la nuova evoluzione: il cesso-grondaia a parete che ti dà la possibilità di interloquire con le persone che pisciano di fronte a te dall'altra parte della parete. Orbo. O forse no.
  • Che Monaco è una gran bella città, a misura d'uomo, non soffocante, verde, dagli ampi spazi, ben servita, efficiente, pulita. Ma che praticamente non ho mai visto... anche se ci sono andato tre volte. (Ora che ci penso è la capitale europea che ho visitato più volte).
  • Che se c'è qualcosa in cui i tedeschi non sono meglio di noi, queste sono le macchinette per cambiare gli euro in gettoni per la doccia calda nei campeggi. Da noi, se c'è da far su dei soldi, le mettono. Da loro, no.
  • Che, anche se parlando con te i tedeschi si stupiscono che "allora non è vero che gli italiani non sanno l'inglese", dopo questa ennesima esperienza, te ne stai convincendo tu.
  • Che quando si è all'estero, basta essere della stessa nazionalità (figurarsi della stessa regione o provincia, poi) che si è tutti amici: "Ciao, sono di Bologna!" "Ah si?! Ho un amico che è toscano!!!" "Ehm, ok.. quindi?". Se invece sei a casa tua e incontri il tuo vicino, magari non lo saluti neanche.
  • Che anche all'estero a tutti gli italiani sta su Berlusconi, ma alla fine sono sempre 17 anni che ce lo sorbiamo. Magari lo votano gli altri europei.
  • Che un buon metodo per evitare che ti etichettino come "il solito italiano" è dirgli che sei spagnolo. Di Granada. Però poi devi avere ottime doti di improvvisazione.
  • Che anche se quando dici ad amici e conoscenti che stai andando all'Oktoberfest, questa affermazione viene seguita da sorrisetti più o meno sotto i baffi, visto che tutti pensano - più che giustamente - che sia un ritrovo di imbariagozzi, per me l'aspetto che rimane più importante è la possibilità di conoscere e interagire con persone nuove, straniere, in tranquillità. Ah si, e bere buona birra :D

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