martedì 15 novembre 2011

Odio telefonare


Io odio telefonare. Ecco, l'ho detto.
Probabilmente chi mi conosce già lo sa, anche perchè questa mia avversione - anche se credo di saperla mascherare abbastanza bene - non è proprio recente.

Odio telefonare, specialmente se si tratta di telefonate importanti o "difficili", e odio ricevere telefonate, specialmente quelle da numeri sconosciuti. A quelle, molte volte neanche rispondo (soprattutto se posso avere una minima idea di chi mi stia chiamando e non ho voglia di sentirlo).

Non so la ragione della mia avversione a questo mezzo di comunicazione: probabilmente perchè non sono un cuor di leone, e quindi già nel caso dovessi prendere decisioni o fare scelte, indipendentemente dal mezzo di comunicazione, sarei comunque in difficoltà; altrettanto probabilmente perchè non sono un gran parlatore, ed il telefono sulle parole si basa, ed ogni telefonata è per me come se "giocassi fuori casa", su campo avverso; sicuramente perchè il telefono presenta una serie di problematiche (alcune delle quali riportate splendidamente in questo post), che di certo non facilitano la comunicazione tra i soggetti della chiamata.

Fatto sta che per me il telefono, e parlo del telefono cellulare, perchè ormai sul fisso non mi chiama più nessuno - all'infuori di orde di operatori di call center che però si sorbiscono i miei genitori (questo fa parte delle prerogative dei pensionati, tipo un TFR) - non è sicuramente il migliore amico.

Talvolta, nel mio rapporto di odio con il telefono, raggiungo livelli improbabili, quasi imbarazzanti, tipo chiudermi in camera quando telefono o rispondo (e questo è il minimo) o rimandare una telefonata da fare il più avanti possibile; oppure, quando sono io a ricevere una telefonata indesiderata, non è raro che non risponda, facendo poi finta che non mi sia arrivata. E' più forte di me. Ecco, non sono mai arrivato al punto di interrompere una telefonata fingendo delle interferenze, questo no. Ma solo perchè il mio problema sta alla base, proprio nella risposta, che non avviene.

Di per contro ci sono invece persone che, ancora prima di aver un problema (vedi colleghi vari), hanno già alzato la cornetta: l'estremizzazione dell'incapacità di auto-risoluzione dei problemi. Ci sono persone che trascorrerebbero intere giornate al telefono, quando magari basterebbe aspettare due minuti, il tempo di raggiungersi fisicamente, e ci si potrebbe vedere dal vivo; quando magari basterebbe aspettare due o tre ore per potersi raccontare dal vivo tutta la giornata, se è già previsto che ci si veda più tardi. Eh no, bisogna telefonarsi il prima possibile.

Mio padre, una volta preso il suo primo cellulare, pretendeva di avere i numeri degli altri senza dare in giro il suo. "Il cellulare è un mio servizio", diceva, o qualcosa del genere. 

Chiaramente la cosa non è durata più di tanto, dato che solitamente il numero di chi chiama appare sul display di chi riceve la chiamata. Il ragionamento, però, non era assolutamente sbagliato, per quanto inizialmente io lo prendessi in giro. 

Il poter sempre contattare, avendo chiunque sempre in tasca il cellulare, contribuisce a dare quella convinzione di poter avere sempre sotto controllo qualcuno, di essere lì con lui, di essere tranquilli perchè lo si può rintracciare in ogni momento (vedi per esempio il rapporto genitori-figli).Convinzione che in realtà non può essere altro che illusione, dal momento che il cellulare permette sì di tentare di mettersi in contatto con qualcuno, ma non darà mai la certezza che questo risponda e soprattutto non darà mai la certezza di sapere dove chi riceve la chiamata si trovi realmente, e cosa stia facendo. E di conseguenza, aumentano le preoccupazioni: per alcuni minuti di ritardo, se chi è in ritardo non risponde al telefono, chi telefona si preoccupa già, e in alcune situazioni nelle quali anni fa non ci si sarebbe sentiti per giorni senza troppi problemi, oggi, avendo il cellulare, questo non è neanche pensabile.
Il poter essere sempre contattati ci rende perennemente legati, schiavi di una rintracciabilità che limita la nostra libertà e stringe i cordoni, impedendoci di allontanarci, di estraniarci, di credere per un attimo di essere effettivamente soli con noi stessi.

Insomma, odio telefonare, e in alcuni atteggiamenti sono un pirla. Ma non credo di avere proprio tutti i torti.

2 commenti:

  1. Condivido perfettamente il tuo pensiero, io non possiedo ormai da 4 anni il cellulare, e a casa se squilla il telefono decido se rispondere o meno, la schiavitù per questo oggetto per me non deve esistere.

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  2. Ti faccio i complimenti per essere riuscito a fare a meno di due dispositivi che al giorno d'oggi sembrerebero (anche se in realtà non lo sono assolutamente!) di prima necessità, probabilmente anche aiutato dal fatto che non ne hai poi estremamente bisogno. A me basterebbe diminuirne l'influenza sulla mia vita... Grazie di essere passato di qui!

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