lunedì 1 ottobre 2012

Condomini, candomini, condomici


Amo gli animali.
Faccio questa premessa solo perchè immagino che se questo blog fosse letto da tante persone questo post solleverebbe almeno qualche polemica.
Amo gli animali, dicevo, però non amo i proprietari degli animali, o almeno non tutti, perchè credo che non tutti siano all'altezza, meritevoli, o capaci di accudirne uno.

E' di questi giorni la notizia che la nuova disciplina che regola i condomini conterrà una norma, fortemente voluta dalla LAV (Lega Anti Vivisezione), che "vieterà ai regolamenti condominiali di vietare" la presenza di cani o gatti negli appartamenti.

Questa notizia non mi fa fare i salti di gioia: abito in un condominio ed effettivamente non ho mai avuto nè cani, nè gatti, ma solo perchè ho sempre pensato che tali animali dovessero essere tenuti in spazi a loro adeguati, e mentre per un gatto posso (anche se con molta fatica) credere che un appartamento possa essere adattato (notare, non "adatto") ai suoi stili di vita, per un cane, indipendentemente dalle dimensioni, non penso sia lo stesso.

Gli animali hanno bisogno di spazio, di poter correre, di poter abbaiare o miagolare in libertà, di rifarsi le unghie, di fare la propria vita DA ANIMALI, cioè all'aria aperta, in mezzo alla natura. Odio i gatti "soprammobili", che dove li metti stanno; allo stesso modo non concepisco i cani costretti a correre da un ambiente all'altro dell'appartamento, magari con la museruola perchè altrimenti danno fastidio ai vicini... come può dare fastidio uno stereo tenuto ad alto volume durante un orario di silenzio, quindi a giusta ragione.

La cosa che mi pare paradossale è che sembra quasi che impedire ai proprietari di appartamenti di tenere cani e gatti in casa sia un limitare UNA libertà a questi animali, quando ai miei occhi è proprio concedendo questa possibilità che, per contro, si limita LA libertà degli animali stessi: una norma che dà e toglie libertà allo stesso momento.

Tutto questo senza contare il fatto che spesso ho avuto esperienza di persone con un bassissimo senso civico che lasciavano i cani chiusi in casa da soli ad abbaiare per ore, o che magari li portavano fuori per pochi minuti, lungo l'aiuola spartitraffico della strada di fronte a casa, solo per fargli fare i propri bisogni, che poi vengono chiaramente lasciati per terra, creando veri e propri "campi merdati". Ecco, in condominio questi problemi vengono amplificati, e considerando che un cane o gatto è economicamente alla portata di tutti (anche di chi appunto non è in grado di tenerlo), queste nuove disposizioni non fanno altro che aumentare il "bacino d'utenza" di chi può avere un animale domestico, peggiorando la situazione.

Tirando le somme, ho molti dubbi a riguardo, sia, come dicevo, per la libertà che a mio parere si và a togliere ai cani ed ai gatti, sia per la carenza diffusa di senso civico, forse tipicamente italiana, che non fa altro che aggravare la situazione.

Non so, forse anche solo rendendo semplicemente obbligatorio un corso sul come accudire gli animali domestici per chi fosse interessato ad adottare uno (è la prima idea che mi viene in mente) aiuterebbe a sensibilizzare e a formare i padroni e forse scremerebbe un pò la lunga lista dei potenziali interessati.

mercoledì 26 settembre 2012

Agenzie immobiliari: se le conosci, le eviti

La ricerca di una casa è un momento attraverso il quale tutti o quasi, prima o poi dobbiamo passare.

Nel mio caso questo momento è durato quasi 8 mesi: non so se sia un periodo di tempo lungo o breve, perchè s/fortunamentamente non sono nelle condizioni di doverne comprare tanto spesso, ma sicuramente è stato un periodo molto travagliato.

Diffidate di chi alla notizia che state cercando casa, si illumina di un sorriso radioso dicendovi che "l'acquisto della casa è uno dei momenti più belli della vita". Ve lo diranno, vi capiterà di certo. Ecco: sono cazzate. Questo, a meno che il vostro interlocutore non faccia di cognome Hilton o non sia di bocca estremamente buona.

Io non credevo di pretendere la luna, e col tempo ho capito che semplicemente le mie richieste non corrispondevano con le attuali mode e teorie di progettazione delle case:
- odio gli angoli cottura;
- vorrei due bagni, per evitare code chilometriche alla mattina;
- non vorrei dovermi trovare, aprendo le finestre, a sbattere contro il muro della casa di fronte;
- vorrei un garage;
- mi piacerebbe una posizione nella prima periferia, preferibilmente spaziosa, tranquilla e vicino al verde;
- non ho a disposizione dei capitali eccessivi.

Attualmente, invece, le case sono:
- piccole;
- con angolo cottura e salotto di dimensioni estremamente ridotte;
- con un bagno;
- una attaccata all'altra, e spesso in mezzo a spianate di cemento;
- costose, rispetto agli spazi offerti.

In ogni caso, indipendentemente dalle vostre preferenze ed esigenze in fatto di immobili, nel comprare casa dovrete passare inevitabilmente - o almeno nel 90% dei casi - attraverso la peggiore delle creature mai ideate dalla mente umana: le agenzie immobiliari.

Ammetto che negli ultimi mesi dei miei studi universitari, quando cominciavo a guardarmi in giro alla ricerca di cosa potesse offrire il mercato del lavoro, mi era pure balenata in mente l'idea di lavorare come agente immobiliare. In fondo, si gira, si incontrano tante persone, si vedono delle case, ed essendo bravini si può anche guadagnare bene... non pareva male.

Dopo questa esperienza, sebbene dall'altra parte della barricata, ho capito che il non seguire tale idea è stata una delle mie migliori intuizioni: non avevo ancora idea di cosa significasse fare quel lavoro.

L'agente immobiliare è una specie animale che vive dalle 9 del mattino alle 9 di sera costantemente al telefono o davanti al computer (quando non al telefono E davanti al computer); si muove tra planimetrie, chiavi, moduli e appuntamenti: l'agente immobiliare sa, anche se tu credi o speri non sappia.

C'è l'agente immobiliare al quale dici che hai un determinato budget e ti mostra solo case A PARTIRE da quella cifra.

C'è l'agente immobiliare che ti riceve in ufficio e non ti fa neanche sedere.

C'è l'agente immobiliare al quale chiedi di contattarti via email e ti chiama solo sul cellulare.

C'è l'agente immobiliare che ti chiama ogni mezz'ora, di continuo, se non gli hai risposto la prima volta.

C'è l'agente immobiliare che ti dice, sorpreso, che hai un budget alto, però non ha niente da offrirti.

C'è l'agente immobiliare che devi implorare perchè ti mostri case e progetti, quasi ti facesse un piacere lui a venderti casa.

C'è l'agente immobiliare che solo a vederti "sa già cosa cerchi" (e non ci prende) e quello che dopo averti fatto il terzo grado per schedarti non ha ancora capito le tue esigenze.

C'è l'agente immobiliare che nonostante tu gli dica esattamente la città in cui stai cercando casa, ti dice che "la procedura vuole che ti contattino tutte le agenzie del franchising della zona, alle quali poi dirai che non ti interessano gli immobili nelle loro aree".

C'è l'agente immobiliare che dopo mezz'ora dalla visita di un immobile ti chiede già una risposta perchè "ha numerose offerte a riguardo".

C'è l'agente immobiliare che ti vuole vendere una casa senza neanche averti detto com'è fatta.

C'è l'agente immobiliare che piuttosto che dirti dove si trova l'immobile venderebbe sua madre.

C'è l'agente immobiliare che poi così tanta voglia di venderti degli immobili non ne ha.

C'è l'agente immobiliare che ti spaccia una frazione distante 10 km dal paese in cui vorresti comprare casa come "un grazioso quartiere" di quel paese.

C'è l'agente immobiliare che fissa un appuntamento il sabato mattina e quando arrivi ancora addormentato nel suo ufficio ti dice che ti vuole assolutamente vendere una casa... che avevi già scartato in precedenza, e lui ne era al corrente.

Insomma, ci sono tutti questi tipi di agenti immobiliari... 
...poi magari finisce che la casa la compri direttamente da un privato.

mercoledì 8 agosto 2012

La mia raccolta è differente


In Italia, si sa, siamo un pò così. Una nazione formata da popoli diversi, e non mi riferisco ad etnie o nazionalità diverse, ma al semplice fatto che già un italiano "standard" non esiste. Un italiano del nord è sia fisicamente che culturalmente diverso da uno del sud; uno dell'ovest probabilmente non capirà le parole di quello dell'est. E tutto questo, rimanendo esclusivamente all'interno dei nostri confini.

Ed è per questo che probabilmente ci piace mantenere queste diversità: ogni Comune ha una sua specifica identità che difende con i denti, che cerca di valorizzare, che anche se di poco, lo differenzia da quelli limitrofi.

Tra le differenze meno necessarie, più stupide e più italiane, c'è sicuramente quella dei colori dei cassonetti della raccolta differenziata. Non è tra le prime cose che visitando una città diversa dalla propria saltano al'occhio, però prestando un minimo di attenzione si noterà che è così: ogni città ha un suo set di colori diverso. Personalmente, mi pare scontato che il marrone sia il colore dell'organico, il giallo quello della plastica, il blu del cartone e il verde del vetro, ma ho notato che basta andare a un centinaio di km di distanza da casa mia per vedere come tutto sia stravolto: fucsia il secco, grigio l'indifferenziato, verde il vetro. E immagino che gli esempi di questo tipo siano innumerevoli.

Non finisce poi tutto qui, perchè noi italiani, se le cose le facciamo incasinate, le facciamo incasinate per bene: anche la suddivisione dei materiali nei vari cassonetti non è la stessa. Nel mio comune il TetraPak, per esempio, deve essere messo nel bidone della carta. All'Isola d'Elba, lo stesso và nella plastica. Da qualche parte il polistirolo si può mettere nella plastica, altrove è indifferenziato. Alcuni Comuni dicono che le posate e i bicchieri di plastica possono essere riciclati, a pochi km di distanza da questi, tutto cambia.

Questo secondo aspetto molto spesso viene motivato con le diverse procedure di smistamento dei rifiuti, ma mi chiedo: siamo riusciti (per fortuna o meno, secondo il parere di qualcuno) ad ottenere l'unità d'Italia... è così difficile unificare anche la gestione dei rifiuti, per semplificare la vita di tutti, ed invogliare la gente a farla?

venerdì 27 luglio 2012

Sky non ha comprato i miei diritti


...e neanche la RAI.

E' deprimente vedere come ogni anno il livello dell'offerta televisiva pubblica cali sempre più.

L'ultima botta viene con le sole 200 ore di copertura televisiva pubblica delle Olimpiadi di Londra 2012, che se paragonate alle 2000 ore di trasmissione di Sky Sport suscitano veramente tanta ilarità... e tanta tristezza. 

Possibile che con l'avvento del digitale, con 6 e più reti pubbliche (Rai 1, 2, 3, 4, Sport 1, Sport 2 e non so quali altre) la copertura non possa essere maggiore? Possibile che una televisione di Stato debba essere battuta con un offerta da 80 milioni di euro contro i suoi 65, quando (retorica) si spendono non so quanti soldi per conduttori triti e ritriti e programmi di bassa qualità?

Ad oggi probabilmente le uniche ragioni per cui non sono ancora passato a Sky sono tre:
  1. guardo pochissimo la televisione, neanche la sera, e nelle altre ore sono fuori casa;
  2. non ho lo sbattimento di gestire le pratiche di passaggio a Sky e soprattutto di spiegare come funzioni ai miei genitori;
  3. non ho voglia di spendere altri soldi ogni mese oltre a quelli del canone.
Il canone, se la conosci (la RAI) lo eviti. 

Io lo pago, cioè i miei lo pagano, ed io ritengo che sia giusto farlo. Però credo anche che ogni servizio pubblico dovrebbe essere soggetto al giudizio degli utenti (no, non mi riferisco all'Auditel) che in quanto consumatori di quel prodotto dovrebbero poter dire se lo ritengono qualitativamente valido, cosa cambiare e cosa tenere, qual'è la domanda in modo che l'offerta si adegui. Attualmente invece la situazione è che noi paghiamo, ma il livello cala sempre di più: non c'è da stupirsi quindi se il partito di quelli che non pagano il canone conta sempre più adepti.

Non credo ci voglia un genio per creare delle trasmissioni interessanti, l'esempio lampante sono reti come Real Time o DMAX e similari, che con budget relativamente basso propongono format divertenti ed interessanti. Noi non riusciamo ad andare oltre a Pino Insegno e le Veline d'estate e Carlo Conti e Porta a Porta d'inverno. Anche a livello di film, credo che il più recente trasmesso dalla RAI ultimamente sia "Arma Letale", e neanche l'ultimo... il primo.

Una soluzione? Probabilmente una possibilità, seppure radicale, ce l'aveva dato il recente passaggio al digitale.
Essendo tutto il segnale passato in digitale, credo che l'ideale fosse resettare la situazione italiana: la RAI avrebbe potuto creare un proprio decoder, magari dato gratuitamente a chi ne faceva richiesta, senza il quale non si sarebbero potute vedere le reti pubbliche, e in base alle vendite dello stesso avrebbe potuto monitorare quanti canoni avrebbe dovuto riscuotere. 

In questo modo, chi voleva vedere la RAI pagava il canone come si fa tutt'ora, mentre chi non la voleva vedere non era obbligato a pagare una tassa che mano a mano che le stagioni televisive passano, si rivela sempre meno dovuta.

Ma le cose non vanno così, e ci ritroveremo praticamente a seguire le paraolimpiadi... le olimpiadi di chi non può vedere.

venerdì 3 febbraio 2012

La società dell'insofferenza


L'Italia è sotto la morsa del gelo (lo dico subito, così nella prima riga mi son già giocato una delle mie "frasi fatte da telegiornale" preferite) da due o tre giorni. Ovunque la neve sta causando più o meno disagi: basta dare un'occhiata al meteo per accorgersi di come le previsioni non risparmino la neve nemmeno in Sardegna e Basilicata, figuriamoci quindi il nord Italia.

E' in queste situazioni di disagio che l'italiano medio riesce a mostrare appieno tutta la propria insofferenza, il proprio egoismo, la saccenza dell' "io avrei saputo far di meglio" o dell' "io so cosa avrebbero dovuto fare" e, per finire, l'immancabile invidia verso il vicino, che come al solito ha sempre il giardino di un verde splendente... anche in caso di neve.

Faccio come al solito i dovuti distinguo, perchè se effettivamente è sacrosanto che la neve rappresenta un impedimento e un rischio per chi ha assoluta necessità di spostarsi (e magari in questo deve affidarsi a mezzi pubblici ed alle relative tempistiche) e per chi non è autosufficiente, è anche vero che forse troppi, in questi giorni, si sono avvalsi del diritto di sentirsi disagiati e di conseguenza di potersi lamentare di qualsiasi cosa, contro qualsiasi cosa, in ogni momento, senza soluzione di continuità. A prescindere.

Si vedono quindi affiorare tantissime sfaccettature e varianti di "lamentatori", e sono quelli che una volta si sarebbero trovati in piazza o al bar a brontolare su di questo e di quello, ed al giorno d'oggi invece si riuniscono in altri luoghi pubblici, come i social network, mostrando il loro sdegno in ogni status, in ogni commento, in ogni tasto col pollice verso, in ogni petizione contro..., in ogni sondaggio con almeno una scelta, che sia però la più negativa possibile.

Eccone alcune:

I tuttologi
Questa tipologia di lamentatori è quella che apre le danze, quelli che appaiono per primi sui social network e cominciano a farcirli di insulti e improperi.
Sono quelli che sanno tutto e che avrebbero saputo far meglio tutto: 
che sanno quando andrebbe sparso il sale e quanto ne andrebbe sparso (ma che magari non sanno che le scorte sono limitate e che è in queste occasioni che vengono attinte maggiormente); 
che avrebbero saputo coprire tutto il reticolo di vie del Comune, anche i sentieri e le mulattiere di campagna, con gli spazzaneve (ma che magari non pensano che c'è un numero ridotto di mezzi, di persone che li sanno utilizzare, e che sono disposti a farlo);
sono quelli che - udite udite - sanno anche COME si guidano gli spazzaneve, dall'alto della loro patente AZ (quella che le copre, chiaramente, tutte), e quindi ti sanno dire quanto deve essere abbassata la benna e quando devi alzarla (ma magari non considerano il fatto che le nostre strade già sono dissestate di conto loro, e quindi a spostare un tombino non ci vuole niente, soprattutto se si è un addetto che tutto l'anno sposta tonnellate di ghiaia, ma la neve la sposta una sola volta nella vita).

I meravigliati
I meravigliati sono quelli che si stupiscono che con 30 cm di neve in un paese di pianura, le cose forse potrebbero non andare proprio proprio come vanno ogni giorno.
Spalancano quindi gli occhi se per fare 35km, invece che i soliti 45' ce ne mettono il doppio (soprattutto quando la strada che fanno è una delle più trafficate della zona);
rimangono incredibilmente attoniti se nella loro via, che nonostante abitino in un rudere in mezzo alla valle DEVE essere considerata come prioritaria, non sono ancora passati gli spazzaneve;
non riescono a capacitarsi se ogni singolo centimentro di strada che ogni mattina sono abituati a percorrere a piedi per arrivare all'ufficio non è completamente sghiacciato e lustrato (e ciò gli impedisce di camminare guardando le nuvole in cielo col naso all'insù, dovendo invece prestare attenzione a dove mettono i piedi).

I più sfortunati
I più sfortunati sono quelli che, indipendentemente da ciò che accade al mondo, sono sempre protagonisti della sfiga maggiore. Sono quelli che "chissenefrega se a Massa una donna in gravidanza è stata portata all'ospedale a partorire con uno spazzaneve, o se ci sono interi paesi in stato di blackout e in alcune zone sono caduti 80cm di neve o se della gente che è rimasta chiusa in treno per ore ed ore... lo scandalo è che domani Mario, mio figlio, non può andare a scuola perchè le hanno tutte chiuse, e non so dove metterlo". 
Mario, magari, ha 18 anni.

Gli stacanovisti
Sono quelli che "come faccio?? IO devo andare a lavorare!". Solo loro.
Sono quelli che non pensano che magari per un giorno potrebbero uscire prima di casa o prendere una corriera, sono quelli che non possono assolutamente saltare un giorno di lavoro, anzi: specialmente di fronte ai disservizi della pubblica amministrazione nel gestire un'emergenza neve, vengono pervasi da un'incredibile voglia nonchè un'incontenibile necessità di andare a lavorare, proprio quel giorno lì. 
E rimanere a casa con Mario, per risolvere due problemi in uno, no?

I contribuenti
I contribuenti sono invece quelli del "IO pago le tasse". Come prima, solo loro. (Ok, considerando il livello di evasione in Italia, sarebbe anche credibile).
Ogni tanto questi vanno a sfociare nella categoria dei "meravigliati", dato che non si accorgono che in alcuni casi, senza bisogno di considerare le emergenze e gli stati d'allerta, già reperire un gessetto per la lavagna a scuola è un'impresa... e le nostre tasse dovrebbero servire anche a quello. Figuriamoci poi se invece che un gessetto nell'arco di un anno scolastico ti trovi nella situazione di dover reperire svariati quintali di sale e decine di mezzi pesanti nell'arco di poche ore.

I politici
Non potevano mancare anche in questo caso. 
Certe volte si confondono con la categoria dei "contribuenti", quando esordiscono con frasi come "noi paghiamo le tasse e tutti i servizi vengono dati agli extracomunitari, venite a spazzare le strade!" (e io già mi immagino i quartieri-ghetto maghrebini, algerini e pakistani, con strade completamente linde ed asciutte, mentre dall'altra parte le case dei quartieri italiani sono sepolte sotto metri di neve).
Altre volte sono politici puri, quelli che "l'amministrazione scorsa era più capace", "la sinistra è scivolata sulla neve", "la destra dovrebbe spalare e non parlare", come se un'emergenza non fosse difficile per tutti, come se la neve avesse un colore, se non il bianco, suo proprio, il nero, di quando si sporca, e il giallo... ed in questo caso, a queste persone, ne consiglierei un assaggio.


Ecco, con questo post non voglio ridere dei disagi di nessuno, perchè la prima cosa che ho sottolineato è che ci sono da fare dei dovuti distinguo, che a mio parere però sono rivolti semplicemente a chi deve svolgere per forza il proprio lavoro (i medici, ad esempio) perchè di pubblica utilità, a chi non è autosufficiente o ha assoluto bisogno di potersi muovere in rapidità, a chi non può effettivamente prendersi un giorno di ferie, a chi, insomma, ha delle VERE necessità. 

E' poi anche vero che, pagando le tasse, noi cittadini abbiamo il DIRITTO di lamentarci se un servizio non ci viene offerto. Credo però che anche le nostre lamentele dovrebbero essere più obiettive, perchè ho l'impressione che si stia scadendo nel "tutto mi è dovuto", dimenticando che il dis-agio non si chiama così per niente.

La cosa che vedo mancare è un'obiettiva capacità (e disponibilità) di valutazione delle nostre reali necessità rispetto al livello di disagio che per sua natura uno stato di emergenza porta con sè. 

Che livello di emergenza c'è? In che condizioni siamo noi? Quanto abbiamo realmente bisogno di fare determinate cose? C'è qualcuno che sta peggio di noi ed al momento potrebbe avere bisogno di aiuto? Cosa possiamo fare per migliorare la nostra situazione e quella degli altri? 

Ecco, una volta risposto obiettivamente a queste domande, possiamo effettivamente cominciare a lamentarci. Tutto ciò che viene prima, sono parole buttate al vento... come un fiocco di neve.

mercoledì 1 febbraio 2012

Calciomercato 2012 di (semi)serie A

 Il nuovo acquisto del Bologna

Da poche ore si è conclusa la finestra invernale di calciomercato 2012.
Data la mia passione per il calciomercato, inaugurare il tag "calcio" di questo blog con alcune righe a tema è quasi d'obbligo. Quindi, rapidamente, ecco alcune riflessioni semiserie sui movimenti delle 20 squadre di Serie A.

ATALANTA
Un paio di giocatori arrivati dalla serie B (Carrozza e Cazzola), così, giusto per non dire che non si è fatto niente. Ah, si, e anche Stendardo.

BOLOGNA
Il Bologna ha comprato Belfodil. Premesso che molto probabilmente vedrà il campo giusto un paio di volte entro fine stagione, cos'è?! 
1. Un medicinale. Leggere le avvertenze prima di somministrarlo.
2. Uno hobbit, amico di Frodo Beggins.
3. Il fantasma del Louvre.

CAGLIARI
Pinilla dà l'impressione di aver già visto i suoi anni migliori. Un attaccante serio non avrebbe fatto schifo.

CATANIA
Ha venduto, tra gli altri, Andujar, Maxi Lopez e Alvarez. Nonostante questo riuscirebbe probabilmente ancora a mettere in campo una formazione composta totalmente da argentini. (Per i più nerd: no, in realtà gliene mancano due per arrivare a undici).

CESENA
Hanno venduto Candreva e comprato Iaquinta. C'è bisogno di aggiungere altro?

CHIEVO
Il Chievo è sempre un'isola felice, prende dei giocatori sconosciuti ma spesso italiani, provenienti molte volte da squadre di serie minori, e magicamente ogni anno riesce nell'impresa di salvarsi. Con tranquillità, aggiungo. Praticamente nessun movimento degno di nota, sperando gli vada bene anche a sto giro.

FIORENTINA
Venduti Gilardino (in parabola discendente o semplicemente in un periodo no, in ogni caso l'Europeo se lo scorda) e il bidone Santiago Silva, pensano di sostituirli con lo sconosciuto Zohore (che probabilmente vista l'età verrà aggregato alla primavera) e la scommessa Amauri (che in ogni caso l'Europeo se lo scorda). Contenti loro.

GENOA
Preziosi ci ha abituato a vederlo cambiare completamente squadra ad ogni sessione di calciomercato estiva. Quest anno no: l'ha fatto anche in quella invernale. Tre innesti titolari (Gilardino, Biondini e il ritorno di Sculli) ed altre new entries. C'è chi Mangia allenatori (Zamparini) e chi i giocatori (Preziosi)... collezionali tutti!
INTER
Palombo è già il terzo italiano che comprano nel giro di un anno. Forse non stanno bene, forse verrà a nevicare (...), ...forse, visti i risultati di quest anno, tutta questa italianità destabilizza l'ambiente.

JUVENTUS
Si merita un 10 per aver sbolognato il tridente delle meraviglie Amauri-Toni-Iaquinta, nonostante probabilmente per qualcuno di questi si ritroverà ancora a dover contribuire all'ingaggio. A quando l'acquisto di altri 6-7 attaccanti ex-nazionali italiani in parabola discendente?

LAZIO
Pochi giorni fa ho scoperto che nella rosa della Lazio figura ancora Makinwa, che nelle ultime 4 stagioni, secondo Wikipedia, ha giocato 34 partite, delle quali 10 in una squadra greca. Poi ho scoperto che lui e Carrizo bloccavano il mercato della Lazio, a causa del loro status di extracomunitari. A questo punto, non è tanto questione di Ma-ki-nwa... quanto di Ma-quand-wa?

LECCE
Come ogni squadra in zona retrocessione che si rispetti, pochi acquisti per loro. Sei, dei quali quattro titolari. Già che c'erano...

MILAN
E' riuscito nella difficile impresa di dover fare il mercato di riparazione (Muntari) al mercato di riparazione (Merkel). Galliani ha fatto delle foto a tavola con un giocatore non ancora acquistato. Ha tenuto chiuso un povero Cristo (per quanto povero si possa sempre ritenere un calciatore...) in un albergo in attesa di dirgli se avrebbero comprato lui come rimpiazzo ad uno più forte di lui (Maxi Lopez - Tevez)... Per fortuna che è arrivato il 31 gennaio.

NAPOLI
Servono dei difensori (la Gazzetta prova ogni anno a mettere Aronica tra i panchinari con quotazione 3 fantamiliardi e a lui tocca sistematicamente giocarsi 38 partite) e comprano Edu Vargas. Per me farà cagare, ma spero per il calcio italiano che mi smentisca.

NOVARA
Mi ricorda tanto il Como del 2002-03, anche se quello era in condizioni molto peggiori... Disfi la squadra che ti ha portato alla doppia promozione, acquisti tre attaccanti che hanno fatto 8 gol messi insieme nell'ultima stagione, ed infine mandi a casa l'allenatore per dare una scossa all'ambiente. Ora, dopo averne acquistati altri due e venduto uno, sei attaccanti li hanno. Manca solo qualcuno che la butti dentro.

PALERMO
Una manciata di altri stranieri che probabilmente non vedremo mai in campo, o che non lasceranno comunque traccia di sè (Vazquez, Mehmeti, Labrin), ma Zamparini la campagna acquisti l'aveva già fatta da alcune settimane: Bortolo Mutti.

PARMA
Diventata la succursale dell'Inter (Obi, Jonathan, Mariga e altri scambi all'orizzonte), la mia attesa principale è per Ihrig Farkas... per capire chi è, basta questo articolo. E lo aspettiamo tra una decina d'anni.

ROMA
Hanno venduto due attaccanti (Borriello e Okaka, uno degli esperti nel riuscire a non giocare mai ovunque vada) e non ne hanno comprati. Tanto, dagli anni di Spalletti, non gli servono più. Boh.

SIENA
A sto giro non avevano voglia di andare all'ATA Executive... fuori c'era freddo. N.P.

UDINESE
La solita buttata di stranieri sconosciuti (Fanchone, Carrasco, Campos), con la differenza che rispetto alle altre, loro spesso li pigliano buoni. Per gli italiani... ci vuole Pazienza.

giovedì 26 gennaio 2012

Wind or change


Per otto anni, almeno, ho usato il cellulare con un contratto Wind.

Poi, in seguito a pressioni esterne, a settembre 2009 sono passato a Vodafone.


1. Avevo ragione io

Ero uno degli unici tra i miei amici ad avere come operatore Wind, e sebbene continuassi a ripetere che le tariffe di Wind erano più convenienti, di fronte al fatto che le comunicazioni con gli altri erano difficili - al giorno d'oggi gli altri ti contattano praticamente solo se hai il loro stesso operatore, altrimenti, anche in caso di vita o di morte, resti comunque ignorato - ho cambiato.

In questi due anni la mia spesa mensile di traffico è aumentata, e questo nonostante abbia attivato varie opzioni, piani tariffari, card e pacchetti, che più che tali si sono rivelati veri pacchi. E così arriviamo ad oggi, quando, nel rispetto della migliore delle (mie) premonizioni, gli amici che in passato mi "scherzavano" del fatto che fossi Wind, ora sono i primi a cambiare operatore... passando a Wind. Perchè le tariffe sono migliori, e Vodafone "li prosciuga".


2. Le dimensioni (del numero di amici) contano

Quando dico che le tariffe di Wind sono migliori, in realtà non dico una verità assoluta.
Probabilmente, sotto un certo punto di vista sarà anche vero che gli operatori con meno utenti (attualmente TIM ha il 34,6% del mercato, Vodafone il 33,2% e Wind il 22,7%) tendono ad abbassare le tariffe per motivare potenziali clienti a cambiare operatore, ma in realtà credo che a conti fatti le tariffe tra i vari operatori si assomiglino tutte. La convenienza di un operatore si vede dal numero di amici che lo utilizzano.

Ogni operatore, infatti, mira a tirare acqua al proprio mulino, facendo promozioni rivolte principalmente, se non a volte esclusivamente, rivolte al traffico verso propri clienti. Quindi Tim fa pacchetti di sms che sono "verso tutti", ma poi scopri che su 500 sms solo 100 sono verso tutti, e gli altri 400 sono verso TIM; Vodafone ti garantisce 100 minuti di telefonate al mese, ma solo verso i Vodafone; Wind uguale.

Il problema sorge però quando i propri amici/famigliari/conoscenti hanno operatori diversi: al giorno d'oggi è veramente impossibile riuscire ad avere una tariffa che a costi onesti permetta di contattare più operatori: basta un solo parente o amico che chiamiamo più spesso che abbia CoopVoce, per ritrovarsi una bolletta astronomica, o una SIM prosciugata in breve tempo.


3. Non ci sono più i piani di una volta

Tempo fa, un mio amico (thanks to Sacchi) mi diceva che la Vodafone non aveva più i piani tariffari. Io non ci ho creduto, ma una volta controllato ho potuto appurare che... effettivamente non è vero :)

E' vero però che ai piani tariffari al giorno d'oggi viene data molta meno importanza: guardando il sito internet della Vodafone, ad esempio, questi occupano due righine striminzite quasi in fondo alla pagina, mentre i nuovi pacchetti di chiamate, sms e navigazione ne occupano tutta la parte superiore.

Ora, essendo alla ricerca di un modo per spendere di meno, mi ritrovo a calcolare il numero di sms che invio al mese, verso Vodafone e verso altri operatori, quante telefonate faccio e di quale durata, sempre chiaramente distinguendo i vari operatori, e sono addirittura arrivato a ipotizzare che attivando una tariffa internet potrei spedire gli sms verso altri operatori tramite qualche applicazione... e considerando che ormai tutto funziona a pacchetti (che sicuramente permettono di risparmiare eh! Immagino che mandare infiniti messaggi pagando 10€ al mese costi di meno che mandarne infiniti pagando 10 cent l'uno... che esempio di merda) è veramente un scendere a compromessi, una scelta al meno peggio.


Conclusioni

Non vorrei cambiare operatore, perchè la maggioranza degli amici ha sempre Vodafone e non converrebbe passare ad altro, ma anche quello che offre Vodafone non mi convince.

Mi arrovellerò il cervello per un pò di tempo, per poi optare per un pacchetto che mi permetterà per un pò di tempo di risparmiare magari un euro al mese, e che non appena un qualche amico avrà cambiato operatore, mi porterà a spendere probabilmente anche più di prima.

Si telefonava meglio, quando si stava peggio... e si stava meglio, quando si telefonava peggio.

martedì 3 gennaio 2012

Termini di ricerca 2011


Una delle cose più divertenti del tenere un blog - molti blogger potranno sicuramente confermarlo - è curiosare tra i termini di ricerca che hanno portato visitatori alla propria pagina.

In poche parole: un utente scrive un termine di ricerca su Google, Bing o motori di ricerca similari, e come per magia va a finire sul nostro blog o sito internet.

Parlando del mio caso specifico, la cosa diventa ancora più interessante se consideriamo che difficilmente il mio blog appare tra i primi risultati nelle varie ricerche, a meno che non si cerchi qualcosa veramente di nicchia, che si può trovare solo tra i miei post. Nonostante questo, pare vi sia comunque qualche utente che fa delle ricerche talmente approfondite da andare oltre alla prima pagina di risultati, affacciandosi talvolta addirittura alla terza o quarta, dove appunto finisce per imbattersi ne "il Sopravvalutato".

In prima posizione per il 2011, primo anno di attività del mio blog (che compie gli anni il 9 marzo!), c'è la chiave di ricerca "save the children truffa". Il che mi dispiace anche, se si considera che nel mio post non sostenevo che il fatto che l'omino di Save The Children venisse a casa tua fosse una truffa, quanto che magari come approccio non fosse uno dei migliori, considerando che molte truffe avvengono appunto tramite il porta a porta. Ma tant'è... la prossima volta presteranno più attenzione, prima di mandare stagisti in giacchettino fosforescente a suonare i campanelli.

Seguono poi alcune ricerche di carattere politico, con le chiavi "scheda elettorale politiche 2006" e "elezioni comune di cento". Quello delle elezioni del comune di Cento è in effetti uno dei post più letti del mio blog, dopo quello sul reticolo di strade del Lido di Spina, che credo e spero avrà un'impennata con l'arrivo della sua prima estate :)

Al terzo posto, ma in rapida ascesa, si piazza un post che mi ha reso molto felice, almeno quanto mi sta rendendo felice il numero di persone che lo stanno leggendo a seguito di ricerche su internet. La chiave di ricerca principale è "trovato sperma nel kebab", e il post relativo è chiaramente "Kesperma"!  Che emozione, quando tra qualche anno sarà ricordato come "il Paolo Attivissimo dello sperma nei kebab"!

Esilaranti sono anche alcune varianti di questa ricerca, come "kebab è vero che contiene sperma?" o "sperma umano nelle salse dei kebab", fino ad arrivare alla localizzazione della questione, con "torino sperma kebab". Una mole di sperma in città.

Non sono da sottovalutare, infine, alcuni termini di ricerca più sporadici, quasi unici, sia come ricorrenza che come fantasia:

"questo mezzo di comunicazione" (cosa fa???)
"eleonora pedron intimo" (di questo ne vado fiero...)
"sopravvalutazione immobili palermo 400%" (un grande problema della società odierna...)

ma soprattutto

"fare le previsioni del tempo senza mutande"

...che tempo di merda (oppure, sono previste due gocce...)!