venerdì 3 febbraio 2012

La società dell'insofferenza


L'Italia è sotto la morsa del gelo (lo dico subito, così nella prima riga mi son già giocato una delle mie "frasi fatte da telegiornale" preferite) da due o tre giorni. Ovunque la neve sta causando più o meno disagi: basta dare un'occhiata al meteo per accorgersi di come le previsioni non risparmino la neve nemmeno in Sardegna e Basilicata, figuriamoci quindi il nord Italia.

E' in queste situazioni di disagio che l'italiano medio riesce a mostrare appieno tutta la propria insofferenza, il proprio egoismo, la saccenza dell' "io avrei saputo far di meglio" o dell' "io so cosa avrebbero dovuto fare" e, per finire, l'immancabile invidia verso il vicino, che come al solito ha sempre il giardino di un verde splendente... anche in caso di neve.

Faccio come al solito i dovuti distinguo, perchè se effettivamente è sacrosanto che la neve rappresenta un impedimento e un rischio per chi ha assoluta necessità di spostarsi (e magari in questo deve affidarsi a mezzi pubblici ed alle relative tempistiche) e per chi non è autosufficiente, è anche vero che forse troppi, in questi giorni, si sono avvalsi del diritto di sentirsi disagiati e di conseguenza di potersi lamentare di qualsiasi cosa, contro qualsiasi cosa, in ogni momento, senza soluzione di continuità. A prescindere.

Si vedono quindi affiorare tantissime sfaccettature e varianti di "lamentatori", e sono quelli che una volta si sarebbero trovati in piazza o al bar a brontolare su di questo e di quello, ed al giorno d'oggi invece si riuniscono in altri luoghi pubblici, come i social network, mostrando il loro sdegno in ogni status, in ogni commento, in ogni tasto col pollice verso, in ogni petizione contro..., in ogni sondaggio con almeno una scelta, che sia però la più negativa possibile.

Eccone alcune:

I tuttologi
Questa tipologia di lamentatori è quella che apre le danze, quelli che appaiono per primi sui social network e cominciano a farcirli di insulti e improperi.
Sono quelli che sanno tutto e che avrebbero saputo far meglio tutto: 
che sanno quando andrebbe sparso il sale e quanto ne andrebbe sparso (ma che magari non sanno che le scorte sono limitate e che è in queste occasioni che vengono attinte maggiormente); 
che avrebbero saputo coprire tutto il reticolo di vie del Comune, anche i sentieri e le mulattiere di campagna, con gli spazzaneve (ma che magari non pensano che c'è un numero ridotto di mezzi, di persone che li sanno utilizzare, e che sono disposti a farlo);
sono quelli che - udite udite - sanno anche COME si guidano gli spazzaneve, dall'alto della loro patente AZ (quella che le copre, chiaramente, tutte), e quindi ti sanno dire quanto deve essere abbassata la benna e quando devi alzarla (ma magari non considerano il fatto che le nostre strade già sono dissestate di conto loro, e quindi a spostare un tombino non ci vuole niente, soprattutto se si è un addetto che tutto l'anno sposta tonnellate di ghiaia, ma la neve la sposta una sola volta nella vita).

I meravigliati
I meravigliati sono quelli che si stupiscono che con 30 cm di neve in un paese di pianura, le cose forse potrebbero non andare proprio proprio come vanno ogni giorno.
Spalancano quindi gli occhi se per fare 35km, invece che i soliti 45' ce ne mettono il doppio (soprattutto quando la strada che fanno è una delle più trafficate della zona);
rimangono incredibilmente attoniti se nella loro via, che nonostante abitino in un rudere in mezzo alla valle DEVE essere considerata come prioritaria, non sono ancora passati gli spazzaneve;
non riescono a capacitarsi se ogni singolo centimentro di strada che ogni mattina sono abituati a percorrere a piedi per arrivare all'ufficio non è completamente sghiacciato e lustrato (e ciò gli impedisce di camminare guardando le nuvole in cielo col naso all'insù, dovendo invece prestare attenzione a dove mettono i piedi).

I più sfortunati
I più sfortunati sono quelli che, indipendentemente da ciò che accade al mondo, sono sempre protagonisti della sfiga maggiore. Sono quelli che "chissenefrega se a Massa una donna in gravidanza è stata portata all'ospedale a partorire con uno spazzaneve, o se ci sono interi paesi in stato di blackout e in alcune zone sono caduti 80cm di neve o se della gente che è rimasta chiusa in treno per ore ed ore... lo scandalo è che domani Mario, mio figlio, non può andare a scuola perchè le hanno tutte chiuse, e non so dove metterlo". 
Mario, magari, ha 18 anni.

Gli stacanovisti
Sono quelli che "come faccio?? IO devo andare a lavorare!". Solo loro.
Sono quelli che non pensano che magari per un giorno potrebbero uscire prima di casa o prendere una corriera, sono quelli che non possono assolutamente saltare un giorno di lavoro, anzi: specialmente di fronte ai disservizi della pubblica amministrazione nel gestire un'emergenza neve, vengono pervasi da un'incredibile voglia nonchè un'incontenibile necessità di andare a lavorare, proprio quel giorno lì. 
E rimanere a casa con Mario, per risolvere due problemi in uno, no?

I contribuenti
I contribuenti sono invece quelli del "IO pago le tasse". Come prima, solo loro. (Ok, considerando il livello di evasione in Italia, sarebbe anche credibile).
Ogni tanto questi vanno a sfociare nella categoria dei "meravigliati", dato che non si accorgono che in alcuni casi, senza bisogno di considerare le emergenze e gli stati d'allerta, già reperire un gessetto per la lavagna a scuola è un'impresa... e le nostre tasse dovrebbero servire anche a quello. Figuriamoci poi se invece che un gessetto nell'arco di un anno scolastico ti trovi nella situazione di dover reperire svariati quintali di sale e decine di mezzi pesanti nell'arco di poche ore.

I politici
Non potevano mancare anche in questo caso. 
Certe volte si confondono con la categoria dei "contribuenti", quando esordiscono con frasi come "noi paghiamo le tasse e tutti i servizi vengono dati agli extracomunitari, venite a spazzare le strade!" (e io già mi immagino i quartieri-ghetto maghrebini, algerini e pakistani, con strade completamente linde ed asciutte, mentre dall'altra parte le case dei quartieri italiani sono sepolte sotto metri di neve).
Altre volte sono politici puri, quelli che "l'amministrazione scorsa era più capace", "la sinistra è scivolata sulla neve", "la destra dovrebbe spalare e non parlare", come se un'emergenza non fosse difficile per tutti, come se la neve avesse un colore, se non il bianco, suo proprio, il nero, di quando si sporca, e il giallo... ed in questo caso, a queste persone, ne consiglierei un assaggio.


Ecco, con questo post non voglio ridere dei disagi di nessuno, perchè la prima cosa che ho sottolineato è che ci sono da fare dei dovuti distinguo, che a mio parere però sono rivolti semplicemente a chi deve svolgere per forza il proprio lavoro (i medici, ad esempio) perchè di pubblica utilità, a chi non è autosufficiente o ha assoluto bisogno di potersi muovere in rapidità, a chi non può effettivamente prendersi un giorno di ferie, a chi, insomma, ha delle VERE necessità. 

E' poi anche vero che, pagando le tasse, noi cittadini abbiamo il DIRITTO di lamentarci se un servizio non ci viene offerto. Credo però che anche le nostre lamentele dovrebbero essere più obiettive, perchè ho l'impressione che si stia scadendo nel "tutto mi è dovuto", dimenticando che il dis-agio non si chiama così per niente.

La cosa che vedo mancare è un'obiettiva capacità (e disponibilità) di valutazione delle nostre reali necessità rispetto al livello di disagio che per sua natura uno stato di emergenza porta con sè. 

Che livello di emergenza c'è? In che condizioni siamo noi? Quanto abbiamo realmente bisogno di fare determinate cose? C'è qualcuno che sta peggio di noi ed al momento potrebbe avere bisogno di aiuto? Cosa possiamo fare per migliorare la nostra situazione e quella degli altri? 

Ecco, una volta risposto obiettivamente a queste domande, possiamo effettivamente cominciare a lamentarci. Tutto ciò che viene prima, sono parole buttate al vento... come un fiocco di neve.

mercoledì 1 febbraio 2012

Calciomercato 2012 di (semi)serie A

 Il nuovo acquisto del Bologna

Da poche ore si è conclusa la finestra invernale di calciomercato 2012.
Data la mia passione per il calciomercato, inaugurare il tag "calcio" di questo blog con alcune righe a tema è quasi d'obbligo. Quindi, rapidamente, ecco alcune riflessioni semiserie sui movimenti delle 20 squadre di Serie A.

ATALANTA
Un paio di giocatori arrivati dalla serie B (Carrozza e Cazzola), così, giusto per non dire che non si è fatto niente. Ah, si, e anche Stendardo.

BOLOGNA
Il Bologna ha comprato Belfodil. Premesso che molto probabilmente vedrà il campo giusto un paio di volte entro fine stagione, cos'è?! 
1. Un medicinale. Leggere le avvertenze prima di somministrarlo.
2. Uno hobbit, amico di Frodo Beggins.
3. Il fantasma del Louvre.

CAGLIARI
Pinilla dà l'impressione di aver già visto i suoi anni migliori. Un attaccante serio non avrebbe fatto schifo.

CATANIA
Ha venduto, tra gli altri, Andujar, Maxi Lopez e Alvarez. Nonostante questo riuscirebbe probabilmente ancora a mettere in campo una formazione composta totalmente da argentini. (Per i più nerd: no, in realtà gliene mancano due per arrivare a undici).

CESENA
Hanno venduto Candreva e comprato Iaquinta. C'è bisogno di aggiungere altro?

CHIEVO
Il Chievo è sempre un'isola felice, prende dei giocatori sconosciuti ma spesso italiani, provenienti molte volte da squadre di serie minori, e magicamente ogni anno riesce nell'impresa di salvarsi. Con tranquillità, aggiungo. Praticamente nessun movimento degno di nota, sperando gli vada bene anche a sto giro.

FIORENTINA
Venduti Gilardino (in parabola discendente o semplicemente in un periodo no, in ogni caso l'Europeo se lo scorda) e il bidone Santiago Silva, pensano di sostituirli con lo sconosciuto Zohore (che probabilmente vista l'età verrà aggregato alla primavera) e la scommessa Amauri (che in ogni caso l'Europeo se lo scorda). Contenti loro.

GENOA
Preziosi ci ha abituato a vederlo cambiare completamente squadra ad ogni sessione di calciomercato estiva. Quest anno no: l'ha fatto anche in quella invernale. Tre innesti titolari (Gilardino, Biondini e il ritorno di Sculli) ed altre new entries. C'è chi Mangia allenatori (Zamparini) e chi i giocatori (Preziosi)... collezionali tutti!
INTER
Palombo è già il terzo italiano che comprano nel giro di un anno. Forse non stanno bene, forse verrà a nevicare (...), ...forse, visti i risultati di quest anno, tutta questa italianità destabilizza l'ambiente.

JUVENTUS
Si merita un 10 per aver sbolognato il tridente delle meraviglie Amauri-Toni-Iaquinta, nonostante probabilmente per qualcuno di questi si ritroverà ancora a dover contribuire all'ingaggio. A quando l'acquisto di altri 6-7 attaccanti ex-nazionali italiani in parabola discendente?

LAZIO
Pochi giorni fa ho scoperto che nella rosa della Lazio figura ancora Makinwa, che nelle ultime 4 stagioni, secondo Wikipedia, ha giocato 34 partite, delle quali 10 in una squadra greca. Poi ho scoperto che lui e Carrizo bloccavano il mercato della Lazio, a causa del loro status di extracomunitari. A questo punto, non è tanto questione di Ma-ki-nwa... quanto di Ma-quand-wa?

LECCE
Come ogni squadra in zona retrocessione che si rispetti, pochi acquisti per loro. Sei, dei quali quattro titolari. Già che c'erano...

MILAN
E' riuscito nella difficile impresa di dover fare il mercato di riparazione (Muntari) al mercato di riparazione (Merkel). Galliani ha fatto delle foto a tavola con un giocatore non ancora acquistato. Ha tenuto chiuso un povero Cristo (per quanto povero si possa sempre ritenere un calciatore...) in un albergo in attesa di dirgli se avrebbero comprato lui come rimpiazzo ad uno più forte di lui (Maxi Lopez - Tevez)... Per fortuna che è arrivato il 31 gennaio.

NAPOLI
Servono dei difensori (la Gazzetta prova ogni anno a mettere Aronica tra i panchinari con quotazione 3 fantamiliardi e a lui tocca sistematicamente giocarsi 38 partite) e comprano Edu Vargas. Per me farà cagare, ma spero per il calcio italiano che mi smentisca.

NOVARA
Mi ricorda tanto il Como del 2002-03, anche se quello era in condizioni molto peggiori... Disfi la squadra che ti ha portato alla doppia promozione, acquisti tre attaccanti che hanno fatto 8 gol messi insieme nell'ultima stagione, ed infine mandi a casa l'allenatore per dare una scossa all'ambiente. Ora, dopo averne acquistati altri due e venduto uno, sei attaccanti li hanno. Manca solo qualcuno che la butti dentro.

PALERMO
Una manciata di altri stranieri che probabilmente non vedremo mai in campo, o che non lasceranno comunque traccia di sè (Vazquez, Mehmeti, Labrin), ma Zamparini la campagna acquisti l'aveva già fatta da alcune settimane: Bortolo Mutti.

PARMA
Diventata la succursale dell'Inter (Obi, Jonathan, Mariga e altri scambi all'orizzonte), la mia attesa principale è per Ihrig Farkas... per capire chi è, basta questo articolo. E lo aspettiamo tra una decina d'anni.

ROMA
Hanno venduto due attaccanti (Borriello e Okaka, uno degli esperti nel riuscire a non giocare mai ovunque vada) e non ne hanno comprati. Tanto, dagli anni di Spalletti, non gli servono più. Boh.

SIENA
A sto giro non avevano voglia di andare all'ATA Executive... fuori c'era freddo. N.P.

UDINESE
La solita buttata di stranieri sconosciuti (Fanchone, Carrasco, Campos), con la differenza che rispetto alle altre, loro spesso li pigliano buoni. Per gli italiani... ci vuole Pazienza.