venerdì 27 luglio 2012

Sky non ha comprato i miei diritti


...e neanche la RAI.

E' deprimente vedere come ogni anno il livello dell'offerta televisiva pubblica cali sempre più.

L'ultima botta viene con le sole 200 ore di copertura televisiva pubblica delle Olimpiadi di Londra 2012, che se paragonate alle 2000 ore di trasmissione di Sky Sport suscitano veramente tanta ilarità... e tanta tristezza. 

Possibile che con l'avvento del digitale, con 6 e più reti pubbliche (Rai 1, 2, 3, 4, Sport 1, Sport 2 e non so quali altre) la copertura non possa essere maggiore? Possibile che una televisione di Stato debba essere battuta con un offerta da 80 milioni di euro contro i suoi 65, quando (retorica) si spendono non so quanti soldi per conduttori triti e ritriti e programmi di bassa qualità?

Ad oggi probabilmente le uniche ragioni per cui non sono ancora passato a Sky sono tre:
  1. guardo pochissimo la televisione, neanche la sera, e nelle altre ore sono fuori casa;
  2. non ho lo sbattimento di gestire le pratiche di passaggio a Sky e soprattutto di spiegare come funzioni ai miei genitori;
  3. non ho voglia di spendere altri soldi ogni mese oltre a quelli del canone.
Il canone, se la conosci (la RAI) lo eviti. 

Io lo pago, cioè i miei lo pagano, ed io ritengo che sia giusto farlo. Però credo anche che ogni servizio pubblico dovrebbe essere soggetto al giudizio degli utenti (no, non mi riferisco all'Auditel) che in quanto consumatori di quel prodotto dovrebbero poter dire se lo ritengono qualitativamente valido, cosa cambiare e cosa tenere, qual'è la domanda in modo che l'offerta si adegui. Attualmente invece la situazione è che noi paghiamo, ma il livello cala sempre di più: non c'è da stupirsi quindi se il partito di quelli che non pagano il canone conta sempre più adepti.

Non credo ci voglia un genio per creare delle trasmissioni interessanti, l'esempio lampante sono reti come Real Time o DMAX e similari, che con budget relativamente basso propongono format divertenti ed interessanti. Noi non riusciamo ad andare oltre a Pino Insegno e le Veline d'estate e Carlo Conti e Porta a Porta d'inverno. Anche a livello di film, credo che il più recente trasmesso dalla RAI ultimamente sia "Arma Letale", e neanche l'ultimo... il primo.

Una soluzione? Probabilmente una possibilità, seppure radicale, ce l'aveva dato il recente passaggio al digitale.
Essendo tutto il segnale passato in digitale, credo che l'ideale fosse resettare la situazione italiana: la RAI avrebbe potuto creare un proprio decoder, magari dato gratuitamente a chi ne faceva richiesta, senza il quale non si sarebbero potute vedere le reti pubbliche, e in base alle vendite dello stesso avrebbe potuto monitorare quanti canoni avrebbe dovuto riscuotere. 

In questo modo, chi voleva vedere la RAI pagava il canone come si fa tutt'ora, mentre chi non la voleva vedere non era obbligato a pagare una tassa che mano a mano che le stagioni televisive passano, si rivela sempre meno dovuta.

Ma le cose non vanno così, e ci ritroveremo praticamente a seguire le paraolimpiadi... le olimpiadi di chi non può vedere.