mercoledì 8 agosto 2012

La mia raccolta è differente


In Italia, si sa, siamo un pò così. Una nazione formata da popoli diversi, e non mi riferisco ad etnie o nazionalità diverse, ma al semplice fatto che già un italiano "standard" non esiste. Un italiano del nord è sia fisicamente che culturalmente diverso da uno del sud; uno dell'ovest probabilmente non capirà le parole di quello dell'est. E tutto questo, rimanendo esclusivamente all'interno dei nostri confini.

Ed è per questo che probabilmente ci piace mantenere queste diversità: ogni Comune ha una sua specifica identità che difende con i denti, che cerca di valorizzare, che anche se di poco, lo differenzia da quelli limitrofi.

Tra le differenze meno necessarie, più stupide e più italiane, c'è sicuramente quella dei colori dei cassonetti della raccolta differenziata. Non è tra le prime cose che visitando una città diversa dalla propria saltano al'occhio, però prestando un minimo di attenzione si noterà che è così: ogni città ha un suo set di colori diverso. Personalmente, mi pare scontato che il marrone sia il colore dell'organico, il giallo quello della plastica, il blu del cartone e il verde del vetro, ma ho notato che basta andare a un centinaio di km di distanza da casa mia per vedere come tutto sia stravolto: fucsia il secco, grigio l'indifferenziato, verde il vetro. E immagino che gli esempi di questo tipo siano innumerevoli.

Non finisce poi tutto qui, perchè noi italiani, se le cose le facciamo incasinate, le facciamo incasinate per bene: anche la suddivisione dei materiali nei vari cassonetti non è la stessa. Nel mio comune il TetraPak, per esempio, deve essere messo nel bidone della carta. All'Isola d'Elba, lo stesso và nella plastica. Da qualche parte il polistirolo si può mettere nella plastica, altrove è indifferenziato. Alcuni Comuni dicono che le posate e i bicchieri di plastica possono essere riciclati, a pochi km di distanza da questi, tutto cambia.

Questo secondo aspetto molto spesso viene motivato con le diverse procedure di smistamento dei rifiuti, ma mi chiedo: siamo riusciti (per fortuna o meno, secondo il parere di qualcuno) ad ottenere l'unità d'Italia... è così difficile unificare anche la gestione dei rifiuti, per semplificare la vita di tutti, ed invogliare la gente a farla?