giovedì 2 gennaio 2014

O austriaco/bavarese

 
O austriaco/bavarese, che alla fine è sempre uguale
ti ho fatto visita a dicembre, molto prima di Natale
ed in soli cinque giorni molto in fretta ho appurato
che le voci su di te non eran nulla di inventato.
Tutti pagano le tasse però han buoni servizi:
ospedali, asili, parchi, machebelli son gli ospizi!
Di ciclabili son piene, le città e le tue strade
biciclette tutte in fila, e caschi in testa per chi cade.
Il turista si conosce chè cammina fuori posto
ma col campanello -drìn! - tu lo avverti tosto tosto.
Che pulite son le vie, quanto biondi i bambini
ma anche turchi e pakistrani vedo ormai nei tuoi paesini.

O austriaco/bavarese, quasi quasi son geloso
non sia il tuo il bel Paese, e l'Italia solo un coso?
Ma ecco un dubbio un pò m'assale, mi solletica la mente
quando arrivano le cinque, dove và tutta la gente?
Nulla popola più i borghi, nessun più cammina in giro
sol soletti, due turisti, pensan sia soltanto un tiro.
Chè son buie le vetrine, zero impronte per le strade
non può essere uno scherzo, orsù oibò, che cosa accade?!
Cercan svelti un riparo, una locanda, un'osteria
ma d'intorno ogni luce al loro arrivo fugge via:
lì è chiusa la cucina, qui ormai c'è troppa gente
"ma son solo le diciotto!" - grida uno - ancora niente.
Le finestre delle case dan bagliori irreali
quasi fievoli respiri, quasi aure terminali
non si scosta una foglia, figuriamoci un'auto
solitario per la via passa un uomo tutto cauto.

O austriaco/bavarese, per un pò, sai, m'hai giocato
t'invidiavo, era palese, ma poi il vero m'ha destato
noi saremo casinisti, inaffidabili e cialtroni
ma i tuoi orari da ospizio, sai son proprio due maroni!